Psr Sicilia, dall’Autorità di Gestione più elasticità per le varianti

Psr Sicilia, dall’Autorità di Gestione più elasticità per le varianti
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Per il Dipartimento regionale dell’agricoltura la mission Psr Sicilia, anche in tempi di Coranavirus rimane la stessa: raggiungere gli obiettivi prefissati in sede di programmazione e garantire l’utilizzo efficace ed efficiente delle risorse. Mission non proprio facile in un momento come quello che stiamo vivendo. Per questo, considerata la grave emergenza socio-economica e congiunturale e le conseguenti oggettive difficoltà che i beneficiari potrebbero riscontrare nell’attuazione degli interventi e degli investimenti, l’Autorità di Gestione del Psr Sicilia ha modificato la percentuale massima ammessa in diminuzione sull’importo concesso.

Tale percentuale varia da sottomisura a sottomisura e da intervento a intervento. Per la gran parte delle sottomisure la percentuale massima di variante in diminuzione attualmente prevista è stata aumentata di venti punti percentuali. Ma ci sono interventi che, in questo momento di emergenza, sono oggettivamente più difficili da realizzare e gli obiettivi prefissati, nelle modificate condizioni di contesto, appaiono decisamente velleitari. A cominciare dagli interventi di formazione degli operatori delle imprese agricole, alimentari e forestali (Sottomisura 1.1.) che scontano un’oggettiva difficoltà nell’obbligo del distanziamento sociale. Per questi interventi la percentuale massima per le varianti in diminuzione passa dal 20 al 60%. 

Numerose difficoltà si profilano anche per le attività di informazione e promozione svolte da associazioni di produttori nel mercato interno. Per questo motivo si potranno ridurre gli interventi fino al 60%, raddoppiando la percentuale massima iniziale che era fissata al 30%.

Tra gli investimenti interessati dalla più marcata maggiorazione della percentuale massima delle varianti, anche molti interventi della Sottomisura 6.4. Si passa dal 30 al 70% per la 6.4.a (Supporto alla diversificazione dell’attività agricola verso la creazione e sviluppo di attività extra-agricole) e per la 6.4.b (Investimenti nella creazione e nello sviluppo di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili). Per la 6.4.c (Sostegno per la creazione o sviluppo di imprese extra-agricole nei settori commercio-artigianale-turistico-servizi-innovazione tecnologica) la percentuale sale dal 22,5 al 50%.

Le nuove percentuali indicate nel decreto pubblicato sul sito dell’Assessorato regionale all’Agricoltura, modificano e sostituiscono la percentuale massima di variante in diminuzione consentita riportata nei bandi, nelle disposizioni attuative pubblicate e nei decreti di concessione già emessi.

Ma attenzione: dovranno essere mantenuti condizioni e requisiti di ammissibilità a finanziamento delle domande di sostegno e dovrà essere comunque dimostrata l’esecuzione degli interventi in termini di opere funzionali e funzionanti. Le varianti richieste, poi, non dovranno comportare la variazione del punteggio attribuito ai fini della graduatoria di ammissibilità al finanziamento. Se ciò dovesse verificarsi, la domanda di sostegno dovrà comunque rientrare all’interno delle iniziative ammissibili a finanziamento in riferimento alla dotazione finanziaria della relativa graduatoria definitiva.

La documentazione necessaria per presentare la domanda di variante potrà essere prodotta sotto forma di perizia asseverata (non giurata) da parte del tecnico professionista.

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