Parlamento europeo, sventata manovra contro l’agricoltura italiana

Parlamento europeo, sventata manovra contro l’agricoltura italiana
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La trappola era tesa e pronta a scattare. Il risultato sarebbe stato quello di provocare un grave danno agli agricoltori italiani e ad altri produttori di Paesi membri.

Al Parlamento europeo, ieri (15 maggio), la deputazione italiana ha sventato una manovra sostenuta da circa 150 europarlamentari guidati dal Gruppo dei Verdi, tesa a stoppare l’avvio dei negoziati sul regolamento transitorio della Pac. Questo regolamento, è bene ricordarlo, serve a prorogare fino al 31 dicembre 2022 i finanziamenti attuali e a rafforzare gli strumenti per contrastare rischi aziendali e crisi di mercato, come quella generata dall’emergenza Coronavirus.

Il rischio connesso a questo tipo di scelta politica, spiega in una nota Agrinsieme, che ha espresso soddisfazione per l’importante risultato ottenuto ieri al Parlamento europeo grazie anche all’azione degli eurodeputati italiani, sarebbe stato quello di livellare i pagamenti diretti Ue a danno degli agricoltori italiani e anche di qualche altro Stato membro.

Rinviare a giugno il voto sul regolamento transitorio della politica agricola comune, infatti, spiega Agrinsieme, avrebbe potuto concedere spazio all’introduzione di modifiche capaci di mettere a repentaglio l’assetto dell’agricoltura italiana

«In questo modo – dichiarano Paolo De Castro e Herbert Dorfmann, coordinatori S&D e Ppe alla Commissione agricoltura del Parlamento europeo – già la prossima settimana potranno partire i ‘triloghi’ tra le istituzioni europee, sulla base del testo approvato all’unanimità dalla ComAGri, per un accordo definitivo entro la scadenza della presidenza di turno croata dell’Ue, il 30 giugno prossimo».

“Sarà quindi il testo approvato all’unanimità dalla ComAgri – spiega il coordinamento di Agrinsieme, che riunisce Cia-Agricoltori italiani, Confagricoltura, Copagri e Alleanza delle Cooperative Agroalimentari – a costituire la base negoziale per il trilogo che sarà avviato nei prossimi giorni. L’auspicio è che possa rapidamente essere oggetto di un accordo tra Parlamento, Consiglio e Commissione europea per garantire certezza giuridica agli agricoltori e alle cooperative europei e consentire un passaggio graduale alla futura politica agricola, destinata a entrare in vigore a gennaio 2023“.

«Se l’offensiva degli eurodeputati Verdi di richiedere un voto in plenaria fosse riuscita – spiegano De Castro e Dorfmann – non solo rischiavamo di pregiudicare il lavoro fatto per mantenere gli attuali livelli di finanziamento all’agricoltura e evitare tagli inaccettabili, ma di pregiudicare anche quello rivolto all’estensione della durata dei programmi per lo sviluppo rurale, delle misure pluriennali come per l’agricoltura biologica e della durata dei diritti d’impianto».

“Questo grave episodio – conclude Agrinsieme – dimostra che dobbiamo vigilare affinché i principi di base della Pac siano mantenuti, anche alla luce delle prossime comunicazioni del pacchetto Green Deal, che saranno presentate la settimana prossima dalla Commissione europea”. 

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