Regione, ancora sostegni a Bandiera. E sul rimpasto ora si prende tempo

Regione, ancora sostegni a Bandiera. E sul rimpasto ora si prende tempo

Rimpasto alla Regione? Sì, forse. Ma non è proprio così sicuro. In queste ultime ore il governatore Nello Musumeci sembra brancolare nel buio, pressato tra chi, come il presidente dell’Ars Miccichè, chiede l’azzeramento dell’attuale giunta, chi polemizza sull’opportunità di andare in un momento come questo verso un rimpasto e chi invece spinge – leghisti in testa – per l’accaparramento di una o più poltrone di peso.

E quando si parla di poltrone che contano, il discorso non può che cadere sull’assessorato all’agricoltura, che fa gola, e tanto, ai leghisti siciliani. L’ipotesi di un avvicendamento all’Agricoltura, però, ha subito trovato un deciso no di buona parte del mondo agricolo siciliano, che si è schierato a fianco dell’attuale assessore, il forzista siracusano Edy Bandiera.

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L’assessore regionale all’agricoltura, il forzista Edy Bandiera

Che non si tratti solo di un sostegno motivato dal delicato momento sociale ed economico che stiamo vivendo, lo dimostrano i numerosi comunicati e lettere aperte indirizzate a Musumeci a firma di associazioni agricole, sindacali, consorzi d’imprese e altre forme associative dell’agroalimentare, che ricordano quanto fatto da Bandiera in questi mesi, pur tra mille difficoltà oggettive. Un analogo apprezzamento viene riservato anche all’operato del dirigente del dipartimento agricoltura, Dario Cartabellotta, che da esperto conoscitore del mondo agricolo, dei suoi problemi e della complessa macchina burocratica regionale, nazionale ed europea, è riuscito a sbloccare, in toto o in parte, alcuni meccanismi inceppati del Psr Sicilia 2014-2020, procedure che erano rimaste incagliate negli anni: valga per tutti l’impasse che impediva l’insediamento dei giovani imprenditori oppure la delicata questione della misura 4.1 per gli investimenti, ormai sbloccata in parte, ma per il resto ancora in attesa del pronunciamento del Tar su alcuni ricorsi.

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Dario Cartabellotta, dirigente generale del Dipartimento agricoltura

Un rimpasto di governo, quindi, che molti davano per scontato ma che in realtà non lo è affatto. Ultimo endorsement, solo in ordine di tempo, in favore della riconferma di Bandiera e del gruppo dirigente dell’assessorato, arriva da Aiab Sicilia, l’associazione del biologico, prima firmataria di un documento sottoscritto anche da altri organismi del circuito dell’agricoltura biologica e sociale.

Il documento parla chiaro: “Un rimpasto nella compagine governativa non risponde alle esigenze di questo periodo storico straordinario e di grande insicurezza, segnato dalla pandemia e dalle sue devastanti conseguenze economiche e sociali che richiederebbero anziché interruzioni, interventi forti nel segno della continuità dell’attuale efficace operato dell’assessorato all’agricoltura”. “Riconosciamo all’attuale assessore regionale all’Agricoltura ed ai suoi dirigenti e funzionari – continuano i firmatari della lettera aperta indirizzata al governo Musumeci – di essere stati ascoltatori attenti, sensibili e competenti, e promotori in questo ultimo biennio della realizzazione di importanti strumenti di politica agricola agro-ecologica».

A fianco di assessore e dirigente generale si sono schierate anche tutte le realtà produttive (distretti, associazioni, coop, op, ecc.) che fanno parte del Distretto del cibo, denominato “Distretto delle filiere e dei territori di Sicilia in rete”. Il messaggio indirizzato a Nello Musumeci e a Gianfranco Miccichè, è laconico quanto esplicito: “Per noi che operiamo nel mondo dell’agricoltura, diventa incomprensibile, in questo momento, la sostituzione dell’assessore Edy Bandiera e del direttore Dario Cartabellotta, che stanno operando in maniera proficua per il nostro settore”. Come direbbe il classico oratore da operetta: poche ma sentite parole…

Infine, una sorta di giallo, se così lo vogliamo chiamare. Mentre non stupisce il silenzio di Coldiretti Sicilia, che già nei mesi passati aveva contestato più volte l’operato dell’assessorato, arrivando perfino nell’ottobre scorso ad organizzare una manifestazione di piazza, resta da capire la posizione di Confagricoltura Sicilia e di Confcoperative, che fino ad oggi hanno preferito non esprimersi in un senso o nell’altro. Delle quattro principali sigle dell’agricoltura, solo Cia e Copagri insieme a Legacoop (unica nel mondo cooperativo), si sono unite al coro di sostegno per Bandiera e Cartabellotta. Forse è la prima volta che la visione unitaria espressa da Agrinsieme sembra non essere più tale. Stavolta, potrebbe essersi rotto qualcosa.

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