Uva da tavola di Canicattì, lanciato l’allarme speculazione prezzi

Uva da tavola di Canicattì, lanciato l’allarme speculazione prezzi

L’uva da tavola coltivata a Canicattì e nelle zone limitrofe rischia di entrare nel mirino degli speculatori. Per via delle attuali difficoltà di produzione (restrizioni alla circolazione, difficile reperibilità di manodopera stagionale e altro ancora), c’è il rischio infatti che il prezzo del prodotto di quest’anno resti in balìa di spregiudicati speculatori, che alterino le contrattazioni nei vari mercati, nazionali ed esteri.

Dopo Licata, è ancora la provincia di Agrigento a lanciare l’allarme agricoltura. Questa volta è toccato al sindaco di Canicattì, Ettore Di Ventura, e all’assessore comunale alle Politiche Agricole, Giangaspare Di Fazio, inviare un Sos al governatore della Regione siciliana, Nello Musumeci. In una lettera spedita ieri (nota prot. 15289) e indirizzata oltre che a Musumeci, all’assessore regionale all’Agricoltura, Edy Bandiera, e al presidente della commissione regionale Attività produttive, Orazio Ragusa, si chiedono una serie di interventi a sostegno del settore agricolo dell’Agrigentino.

“L’attuale stagione vitivinicola, insieme a quelle delle altre colture frutticole (albicocche, pesche, ciliegie, ecc.), già in crisi da circa un biennio, – scrivono sindaco e assessore di Canicattì – ci impone oggi di sperare che, rispetto al passato, si assista finalmente ad una produzione nettamente superiore, sia per qualità che per quantità”.

“Le premesse – prosegue la lettera – sembrerebbero esserci, ma tutti gli sforzi sin qui fatti dai nostri imprenditori agricoli, rischiano di essere vanificati da una minaccia che ha completamente scompaginato tempistiche e modalità operative. La pandemia derivante dal Covid-19, oltre ad abbattersi pesantemente sul più generale settore produttivo, ha provocato una condizione di estrema criticità sul già delicato comparto agricolo, che temiamo creerà non pochi problemi agli imprenditori agricoli nel cruciale periodo della campagna di raccolta che si approssima”.  “Le restrizioni alla circolazione, giustamente imposte dalle varie ordinanze regionali e nazionali, unite alla già difficile reperibilità di manodopera stagionale, – continua la lettera – e in ultimo le recenti disposizioni di prevenzione dei contagi che ancora tanti dubbi ed incertezze di applicazione pongono, paventano il verificarsi di speculazioni nelle contrattazioni nei vari mercati, nazionali ed esteri”.

“È noto, infatti, – proseguono Di Ventura e Di Fazio – che nei territori comunali di Canicattì e dei paesi limitrofi, da decenni si coltivino uve da tavola di particolare pregio qualitativo per la specificità del territorio e con le conseguenti qualità organolettiche che le produzioni presentano. Ma la qualità del prodotto, purtroppo, non pone al riparo dalle speculazioni di mercato. E considerato che il comparto agricolo, il suo indotto, rappresentano il volano economico per tutto l’hinterland, senza seri ed immediati provvedimenti si rischia di pagare un prezzo altissimo di natura socio-economica dalle imprevedibili e drammatiche conseguenze”. 

“Questa amministrazione comunale di Canicattì – scrivono ancora sindaco e assessore – non può non schierarsi al fianco dei produttori, dei lavoratori del comparto, ma anche di tutte le famiglie che, direttamente o indirettamente, dal comparto agricolo derivano il proprio sostentamento. Non possiamo permettere il ripetersi degli effetti deleteri della grave crisi dell’uva da tavola avvenuta nel biennio 2018-19. È estremamente urgente e necessario che le istituzioni regionali adottino, con fermezza ed immediatezza, interventi mirati a fronteggiare questo duro momento per l’intero comparto”.

La lettera dei due amministratori comunali si conclude con l’elenco di una serie di richieste, cinque complessivamente, da portare avanti in ambito regionale. E cioè: 1) il consolidamento dei debiti a breve scadenza, per dare sollievo alle finanze delle aziende; 2) l’emanazione dei decreti di finanziamento relativi al Psr Sicilia 2014-2020 e l’immediata erogazione dei relativi fondi, snellendo al massimo le procedure; 3) la messa in atto di azioni di monitoraggio e controllo dei mercati, onde evitare speculazioni con la copertura dell’emergenza sanitaria; 4) l’attivazione di interventi di sostegno, anche tramite campagne di marketing, che evidenzino le caratteristiche organolettiche e qualitative dei nostri prodotti, in particolare l’uva da tavola; 5) un raccordo continuo con le organizzazioni di categoria, possibilmente istituendo dei tavoli tecnici permanenti, sia in ambito regionale, sia in ambito di distretto agricolo, per coordinare insieme interventi e strategie.

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