Lavoro precario e in nero, pronto un decreto con “Reddito di emergenza”

Lavoro precario e in nero, pronto un decreto con “Reddito di emergenza”

Un nuovo decreto del governo denominato “Rem” (Reddito di emergenza) e di cui è prevista l’emanazione in questi primi giorni di aprile, dovrebbe interessare tutti coloro – anche lavoratori precari, saltuari e irregolari – che non hanno avuto la possibilità di accedere ai bonus di 600 euro fin qui destinati ai dipendenti, ai liberi professionisti e alle partite iva.

Un sussidio economico per i lavoratori del sommerso, presenti in gran numero soprattutto nelle regioni meridionali, e in maniera particolare attivi nel settore agricolo, a cui destinare un piccolo bonus salvavita. Ma non solo, anche lavoratori e operai a tempo determinato che non hanno raggiunto le 50 giornate di lavoro nel 2019, così come è previsto nell’ultimo decreto, il cosiddetto “Cura Italia”, e che pertanto sono rimasti esclusi dall’aiuto una tantum deciso dal governo nazionale.

Con il “Reddito di emergenza”, insomma, l’obiettivo di Conte &c. è quello di non lasciare nessuno senza tutela e senza aiuto. In Sicilia, ad esempio, esistono comparti come quello agrumicolo, dell’ortofrutta e del florovivaismo, dove il numero di lavoratori precari è decisamente alto. Una fascia di lavoratori spesso non tutelati, a volte irregolari, senza quindi alcuna copertura economica e previdenziale. Per questo, secondo molti, quello previsto ora dal decreto “Rem” altro non sarebbe che una sorta di integrazione al reddito di cittadinanza destinato ai cittadini più bisognosi. Per quanto riguarda lo stanziamento economico, il nuovo decreto legge dovrebbe essere dotato di un fondo complessivo di 30 miliardi di euro.

In base a quanto rivelato dal viceministro dell’Economia, Laura Castelli, in una videoconferenza con i giornalisti, il nuovo decreto dovrebbe essere messo a punto entro i primi dieci giorni di aprile, in modo di poterlo varare tra il 12 e 13 del mese. Sempre durante la videoconferenza, il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, ha aggiunto che è allo studio del governo l’ipotesi di incrementare il bonus di 600 euro destinato a lavoratori autonomi e professionisti iscritti alle casse private, attraverso il fondo introdotto sempre dal decreto “Cura Italia”.

Intanto, il primo ministro Giuseppe Conte il 28 marzo ha già firmato un Dpcm che assegna 4,3 miliardi ai Comuni, come anticipo di risorse al fondo di solidarietà degli stessi Comuni e che serviranno sempre per gestire l’emergenza Coronavirus. «I sindaci – ha detto – potranno erogare già dalla prossima settimana buoni spesa per i cittadini più bisognosi». Al fondo sono stati poi aggiunti anche 400 milioni. «Un ulteriore anticipo ai Comuni – ha spiegato Conte – con il vincolo di destinarlo alle persone che non hanno i soldi per fare la spesa. Da qui nasceranno buoni spesa ed erogazioni di generi alimentari».

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *