Siracusa, al macero i limoni turchi sequestrati. Bandiera: azione esemplare
È stata distrutta nella mattinata di oggi, 24 gennaio, la partita di limoni turchi sequestrati qualche giorno fa ad un importatore siracusano perchè i frutti non presentavano le caratteristiche idonee all’immissione al consumo, così come stabilisce la normativa comunitaria definita nel Regolamento Ue 543/2011. I limoni sono stati distrutti sotto la supervisione e il controllo del personale dell’Ispettorato centrale repressione frodi e del Corpo Forestale della Regione Siciliana.
Nel darne notizia, l’assessore regionale all’Agricoltura Edy Bandiera ha dichiarato: «Che sia di monito ed esempio per quanti pensano di lucrare sulla salute e sull’economia dei siciliani».
Giustizia è fatta, insomma. Almeno per ora. L’operazione congiunta svolta lo scorso 15 gennaio dell’Ispettorato centrale per la qualità e la repressione delle frodi agroalimentari della sede distaccata di Catania e del Corpo forestale della Regione Siciliana, ha fatto parecchio scalpore.
Il sequestro dei limoni turchi – oltre ventimila chili di limoni varietà Meyer – è stato realizzato dopo che nel corso di un controllo di routine svolto presso un’azienda importatrice di prodotti ortofrutticoli di Siracusa, è stata trovata una partita di limoni in giacenza nelle celle frigorifere con evidenti segni di deterioramento che non ne permettevano l’immissione in commercio.
Resta però da capire perchè un’azienda commerciale siciliana, nel pieno della campagna di raccolta e commercializzazione del limone in una zona dove il prodotto è davvero pregevole, abbia scelto di conservare così a lungo (pare fosse in cella dal mese di settembre) una partita di limone straniero.
Proprio dalla terra dove il limone è diventato un fiore all’occhiello dell’agricoltura, è arrivato il ringraziamento dei produttori. Daniele Favata che, dopo le dimissioni di Michele Lonzi e in attesa delle nuove elezioni, presiede il Consorzio di Tutela del Limone di Siracusa Igp, in una nota diramata qualche giorno dopo il sequestro, ha ringraziato pubblicamente Repressione frodi di Catania e Corpo forestale della Regione siciliana per l’operazione condotta congiuntamente. E a scanso di equivoci ha sottolineato che «sebbene l’azienda interessata dal sequestro non sia iscritta al nostro Consorzio, intendiamo comunque manifestare la nostra completa estraneità ai fatti accaduti».

Favata ha poi rivolto un appello ai consumatori affinché possano riconoscere nei prodotti a indicazione geografica come il Limone di Siracusa Igp una garanzia assoluta di qualità e di tracciabilità. «Svolgiamo con regolarità le attività di vigilanza presso le piattaforme e i mercati ortofrutticoli, i punti vendita della grande distribuzione e online», ha dichiarato Favata.
Nel 2017, 2018 e 2019 il Consorzio di tutela del Limone di Siracusa Igp ha aumentato il numero dei controlli del 100% su base annua, e del 50% per l’anno in corso. «Facciamo di tutto – conclude Favata – affinché la crescita che sta interessando il Consorzio possa procedere di pari passo con la tutela dei consumatori».
