Strategia del Mipaaf per il risparmio di acqua e il dissesto idrogeologico
Fari puntati sull’acqua per l’irrigazione, sulla sua disponibilità, sulla crescente domanda a fronte della sua maggiore scarsità legata ai mutamenti climatici e sulle strategie da mettere in atto per risparmiarne il più possibile.
È stata presentata ieri, 8 gennaio, a Roma dalla Ministra alle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, Teresa Bellanova, la Strategia nazionale del Mipaaf per il risparmio idrico e la lotta al dissesto idrogeologico, due stringenti emergenze non solo per la nostra agricoltura, ma per il sistema paese in un’ottica di sostenibilità ambientale.
Si tratta, per il settore dell’irrigazione, di numerosi investimenti, sia in atto che programmati, finalizzati alla realizzazione di infrastrutture strategiche.
«Nelle prossime settimane verranno avviati lavori nel settore delle infrastrutture irrigue per circa 500 milioni di euro, tutti progetti già cantierabili per il 2020», ha annunciato la ministra Teresa Bellanova. «Si tratta – ha precisato – di un ampio e strutturato programma di manutenzioni importanti delle infrastrutture irrigue perché noi riteniamo che questo Paese abbia bisogno di intervenire per dare servizi sempre più efficienti alle persone e alle imprese e per riattivare la crescita».
In tale contesto, il Crea, con il suo Centro di ricerca Politiche e Bioeconomia, fornisce un importante contributo, grazie a due distinti accordi di cooperazione con il Ministero per l’assistenza tecnica ai programmi di investimento in atto (Programma di sviluppo rurale nazionale e Piano Operativo Agricoltura – Fsc), mirati allo sviluppo e alla gestione di adeguati strumenti informatici di supporto, quali il Sigrian (Sistema Informativo nazionale per la gestione della risorsa idrica in agricoltura, database nazionale unico di riferimento per la raccolta dati e informazioni sull’uso irriguo dell’acqua a scala nazionale) e la banca dati investimenti irrigui.
«Le informazioni per il settore irriguo – spiega Raffaella Zucaro, ricercatrice del Crea-Politiche e Bioeconomia e responsabile dei due accordi – oltre ad essere necessarie per rispondere alle attuali condizionalità ex-ante per le risorse idriche nella Pac 2014-2020, sono importanti nella definizione di adeguate politiche per l’acqua e l’agricoltura, nella pianificazione dell’uso dell’acqua nei distretti idrografici e nella preparazione della futura programmazione della Pac, sempre più orientata verso uno sviluppo sostenibile e un’efficiente gestione delle risorse naturali».
Continua, poi, la ricercatrice: «La domanda e la disponibilità di acqua sono fortemente condizionate dai cambiamenti climatici in atto che incidono particolarmente sul settore agricolo (20% della superficie agricola utilizzabile irrigata in Italia). E la scarsità idrica, come si evince anche dall’analisi del fenomeno siccitoso effettuata dal Crea-Politiche e Bioeconomia attraverso l’indice Rdi (Reconnaissance drought index), non è più prerogativa delle regioni del Sud Italia, ma si è estesa in frequenza ed intensità anche alle aree settentrionali del Paese, storicamente ricche di acqua».
