Riconosciuti i distretti del cibo siciliani, in sette nel registro nazionale

Riconosciuti i distretti del cibo siciliani, in sette nel registro nazionale
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Sono sette i distretti del cibo riconosciuti in Sicilia. Tanti quante le domande di riconoscimento presentate la scorsa estate.

Tanti, forse troppi. Tanto da generare una buona dose di confusione tra i turisti enogastronomici e i fruitori delle proposte di soggiorno e delle esperienze che hanno il tanto amato quanto di moda tema del cibo. 

Per qualcuno di questi c’è, infatti, addirittura una sovrapposizione tra i territori di competenza. Probabilmente sarebbe stato già utile crearne uno solo per la Sicilia, sfruttando un brand territoriale ben conosciuto e di grande appeal. E invece, da bravi isolazionisti e campanilisti, i siciliani non hanno perso l’occasione di dividersi ancora una volta pure in un settore che, invece, avrebbe bisogno di tanta coesione.

Pensati dall’allora ministro Maurizio Martina come modello di sviluppo innovativo per consentire la crescita e il rilancio di filiere e territori devono rispondere a un unico imperativo: fare squadra nei territori con l’obiettivo di utilizzare i fondi nazionali e comunitari per la valorizzazione e promozione del territorio, tutelare l’ambiente, incentivare la nascita di nuove realtà, migliorare le produzioni agricole di qualità e la ricettività dei luoghi.

Ma andiamo ai nomi. Disco verde per “Born in Sicily routes – Val di Mazara’’ nel Trapanese; “Nebrodi – Valdemone di Mirto” nel Messinese; “Distretto del cibo Sikania bio mediterraneo di Sambuca di Sicilia” a cavallo delle province di Agrigento e Palermo; “Distretto delle filiere e dei territori di Sicilia in rete” di Tremestieri Etneo che ha una valenza territoriale regionale; “Sud Est Sicilia – Etna Val di Noto” di Catania; “Distretto del cibo del Sud Est siciliano di Vittoria” e “Bio slow pane e olio” delle aree interne del Palermitano.

I distretti del cibo, individuati dall’Assessorato all’Agricoltura mediante evidenza pubblica, adesso verranno inseriti nel Registro nazionale dei Distretti del Cibo, istituito presso il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari, Forestali e del Turismo. 

«Con questo riconoscimento – ha dichiarato l’Assessore regionale per l’Agricoltura, Edy Bandiera che ha anticipato la pubblicazione dei decreti – il Governo Musumeci vuole premiare, promuovere e agevolare quei territori che si sono dimostrati all’altezza delle sfide che la competizione globale impone, mettendo a sistema ed in rete le potenzialità agricole, agroalimentari, turistiche, identitarie e culturali. I territori sono pronti, hanno fatto un ottimo lavoro di squadra, dimostrando di sapersi aggregare».

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