A Troina torna la tradizione della transumanza con gli asini della legalità
Rinnovato a Troina l’antico rito della transumanza. Cento asini ragusani e venti cavalli sanfratellani domenica 1° dicembre hanno lasciato i pascoli del bosco di Troina per spostarsi più a valle, dove le temperature sono più miti ed i pascoli più accessibili ed adeguati.
Sono gli asini ed i cavalli di proprietà dell’azienda silvo-pastorale, costituita a Troina nel 1963 per la conservazione e la valorizzazione del patrimonio boschivo: circa 4200 ettari di bosco sui Nebrodi ricevuti in dono 900 anni fa da Ruggero il Normanno che fece di Troina a prima capitale della Sicilia.
Il progetto sociale del comune di Troina
Quei boschi, per decenni concessi in affitto ad alcune aziende, ritenute vicine ad ambienti malavitosi, oggi vengono gestiti direttamente dall’Azienda Silvo Pastorale dell’amministrazione comunale e danno lavoro a sei giovani che si occupano degli “asini della legalità” arrivati da Chiaramonte Gulfi e acquistati dalla cooperativa “Nostra Signora di Gulfi” il cui presidente, Gianvito Distefano, ha partecipato anch’esso alla transumanza in prima fila con il sindaco di Troina, Fabio Venezia.
Quest’ultimo, com’è noto, da tempo vive sotto scorta perchè ha avviato il recupero dell’antico bosco, in passato affidato in gestione ad aziende legate alla criminalità organizzata, affinché l’amministrazione comunale potesse riappropriarsi dei terreni demaniali sui Nebrodi per utilizzarli direttamente con finalità sociali. A questo progetto ha collaborato Gianvito Distefano, presidente della cooperativa “Nostra Signora di Gulfi” di Chiaramonte, che ha fornito gli asini di razza ragusana per ripopolare il bosco ed avviare un’attività zootecnica.

L’antico rito della transumanza
La transumanza è un’antica tradizione della civiltà pastorale, molto diffusa in Sicilia e nelle regioni del Sud adesso anche sotto tutela dell’Unesco. All’inizio della stagione fredda, gli armenti o le greggi venivano spostati in cerca di nuove zone di pascoli, nelle zone dove la temperatura è più mite e può consentire di affrontare i rigori della stagione invernale. In primavera si invertiva il percorso. La tradizione della transumanza, negli anni, era stata abbandonata. Oggi, il trasferimento delle greggi e del bestiame è affidato ai più comodi mezzi di trasporto.
Il percorso
Con la transumanza partita da Troina, i centoventi tra a asini e cavalli hanno lasciato i boschi dei Nebrodi per trasferirsi più a valle, in località San Francesco. Un tratto di circa 22 chilometri, percorso interamente a piedi, con un alto significato simbolico ed un messaggio: la legalità. È iniziata alle 5,30 del mattino: l’alba era ancora lontana quando i cavalli e gli asinelli sono partiti dalla zona di contrada Sambuchello nel cuore dei Nebrodi (1500 metri sul livello del mare) e in territorio di Cesarò, ma di proprietà del comune di Troina.
La carovana si è poi diretta verso Troina, attraversando l’antico ponte normanno sul fiume omonimo e, poco prima di mezzogiorno, il centro abitato. Poi il gruppo ha proseguito verso valle, in località San Francesco (800 metri).
Per tutta la stagione invernale, i cavalli saranno ospitati nelle stalle dell’azienda Agrima, di proprietà dell’Oasi di Troina. Lungo quest’ultimo tratto più di 300 persone hanno accompagnato il corteo di uomini e animali. Confcooperative ha sostenuto l’iniziativa.







