Extravergine Dop monti Iblei, rese ancora basse ma ottima la qualità

Extravergine Dop monti Iblei, rese ancora basse ma ottima la qualità

Sarà un’annata avara anche quella del 2020 per gli olivicoltori dei monti Iblei. Il recupero della produzione, dopo due anni di rese non proprio soddisfacenti, non si verificherà nemmeno quest’anno. Ma a consolare i produttori c’è la qualità che si profila eccellente. La raccolta inizierà a fine settembre, ma già fin d’ora si possono azzardare previsioni che difficilmente saranno smentite.

“Per l’olio extravergine di oliva Dop monti Iblei – si legge in una nota del Consorzio presieduto da Giuseppe Arezzo – si profila una produzione inferiore alle attese, molto differente tra un territorio e l’altro, ma sarà di qualità eccelsa”.

Le rese, sostengono i produttori, risentono delle condizioni climatiche non proprio favorevoli che si sono verificate in primavera. Le temperature molto elevate durante il periodo della fioritura hanno letteralmente bruciato la zagara e così l’allegagione è stata fortemente limitata. «Fortunatamente però – afferma il presidente del Consorzio di tutela – la mosca olearia, il parassita più preoccupante per gli uliveti e presente in tutti gli areali di coltivazione, non ha provocato grandi danni».

Nelle tre province di Ragusa, Siracusa e Catania in cui ricade l’areale di produzione della Dop Monti Iblei, lo scorso anno la produzione ha superato – anche se di poco – i 2mila quintali. Inferiore, invece, quella del 2018 in cui la produzione era scesa addirittura a 1500 quintali.

Oggi i 210 olivicoltori, i 18 imbottigliatori e i 17 frantoiani che aderiscono al Consorzio di tutela dell’olio Dop monti Iblei guardano con fiducia l’avvio della nuova annata, sebbene non siano proprio soddisfatti delle rese che si prospettano e siano consapevoli della difficile congiuntura economica. «Le mille problematiche legate all’emergenza Covid 19 che hanno stravolto le abitudini di ognuno di noi -– commenta Giuseppe Arezzo – renderanno il 2020 purtroppo indimenticabile. Anche le aziende aderenti al Consorzio hanno risentito in maniera pesante delle chiusura di molte attività economiche e del diffuso calo dei consumi e degli acquisti. Negativa poi la ricaduta delle difficoltà incontrate dalle attività di ristorazione e turistiche, nonché dall’export».

«Comunque il Consorzio – rassicura Giuseppe Arezzo – farà, come sempre, la propria parte per la promozione e la valorizzazione dell’olio Dop anche se molti degli appuntamenti fieristici nazionali e internazionali, dal Sol di Verona al Cibus di Parma, sono stati annullati».

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