Aiuti di Stato, operativo il nuovo limite di 25mila euro per il de minimis
Operativo il nuovo limite del de minimis per gli aiuti di Stato destinati alle aziende agricole. Il decreto che adotta la disposizione contenuta nel Regolamento Regolamento n. 316 del 2019 e porta il limite 25 mila euro, risale al 19 maggio, ma in Gazzetta Ufficiale è stato pubblicato oltre un mese dopo (22 giugno).
Limite massimo nell’arco di un triennio per una miriade di agevolazioni statali e soprattutto regionali, il de minimis nel febbraio 2019 dall’Unione europea è stato portato a 20mila euro, ma occorreva dare operatività concreta al “Registro degli aiuti” per consentire l’adozione dell’importo massimo di 25mila euro come previsto dal Regolamento Ue.
Una volta accertata la funzionalità del registro, al Mipaaf si è potuto procedere alla ripartizione dell’ammontare del plafond totale assegnato all’Italia di oltre 840 milioni di euro che per il 25% sarà di competenza statale, mentre il restante 75% è stato assegnato alle regioni. Alla Sicilia sono stati assegnati poco più di 57 milioni euro ed è stata preceduta solo dalla Puglia che ne ha avuti assegnati oltre 58.
Fino al 2014, anno in cui fu portato a 15mila, il de minimis è stato pari ad appena 7.500 euro. Ora con l’entrata in vigore del decreto si arriva, dunque, a 25mila euro.
«Sebbene si tratti di un importante passo in avanti – dichiara il Sottosegretario alle Politiche Agricole, Giuseppe L’Abbate – parliamo comunque di un importo modesto se paragonato a quello delle imprese non agricole che possono contare su un de minimis a 200mila euro, in situazione standard no-Covid19. Ciò è frutto della convinzione da parte della Commissione Ue che la quota molto importante di bilancio comunitario in favore del settore agricolo non si concilia con aiuti di stato consistenti che potrebbero ledere la concorrenza tra imprese. Purtroppo questa considerazione non tiene conto, però, delle situazioni di blocco degli aiuti del secondo pilastro della Pac, erogati tramite i Psr come accade attualmente in grandi regioni».
«L’agricoltura – prosegue L’Abbate– non chiede maggiori aiuti ma l’utilizzo di quelli già concessi, in linea con quanto accade in tutti i Paesi industrializzati. Per il futuro, il corretto funzionamento del Registro consentirà anzitutto di semplificare l’accesso delle imprese a tali aiuti ma potrà anche essere la base per ulteriori auspicati incrementi».
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