A Licata produttori in allarme: crollato il prezzo del melone cantalupo

A Licata produttori in allarme: crollato il prezzo del melone cantalupo

Dopo lo stato di crisi per l’agricoltura siciliana, dichiarato ieri dal governatore dell’Isola, Nello Musumeci, scendono in campo anche i comuni per chiedere interventi urgenti a sostegno del settore primario. Il sindaco di Licata, Giuseppe Galanti, e l’assessore comunale all’economia e al verde pubblico, Giuseppe Ripellino, hanno scritto una lettera al governo regionale nella quale si chiedono misure straordinarie a sostegno dei produttori del melone cantalupo, autentica eccellenza agricola del territorio. Misure che, si scrive nella lettera, dovrebbero servire a “garantire un prezzo minimo equo e remunerativo alla produzione, con accordi con tutti i soggetti della filiera, della grande distribuzione e dei consumatori, sotto la vigile e fattiva presenza delle Istituzioni”.

“E ancora – si legge nella nota inviata alla Regione – è necessario mettere in campo interventi di sostegno, anche tramite campagne di marketing del frutto di stagione melone cantalupo di Licata, evidenziandone le caratteristiche organolettiche e qualitative, che i tecnici riterranno di poter promuovere, per cercare di sostenere la domanda e la remuneratività, frenando gli effetti negativi dovuti all’emergenza sanitaria”.

La raccolta del melone nel territorio licatese è già partita da diversi giorni, nonostante le difficoltà dovute al lockdown proclamato dal governo nazionale. Così come è partita la raccolta delle numerose produzioni orticole di cui sono piene le campagne comprese tra Licata e Palma di Montechiaro.

“Si stima – si legge ancora nella nota – che circa 1.500 ettari siano stati dedicati al melone, con produzione scalare dalla prima settimana di aprile fino alla prima decade di giugno. Gli impedimenti alla circolazione,, giustamente dovute alle varie ordinanze regionali e nazionali, unite alla ridotta capacità di conservazione , 5/8 giorni, del frutto stesso, stanno determinando prezzi al di sotto delle medie degli altri anni. Quanto detto ci induce a pensare che, oltre alle cause indotte dalla pandemia, possano verificarsi fenomeni speculativi nelle contrattazioni in corso nei vari mercati”.

“Va rimarcato – conclude la lettera di Galanti e Ripellino – che nel nostro territorio il comparto agricolo e il suo indotto, rappresentano il principale sostegno all’economia cittadina e si rischia, senza seri ed immediati provvedimenti, di pagare un  prezzo altissimo di natura socio-economica dalle imprevedibili e drammatiche conseguenze”.

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