Biologico, fabbrica di Ramacca al rallenty. Produttori in cerca di insetti utili
Produttori biologici preoccupati e in gran fermento. Come se non bastassero i ritardi nell’erogazione dei premi da parte di Agea, adesso si aggiunge il rischio concreto di non potere più disporre degli insetti utili per il controllo di alcuni parassiti delle colture agricole e degli agrumi in particolare.
Fino ad oggi, gli agricoltori hanno potuto acquistare questi insetti a un prezzo calmierato dalla Biofabbrica di Ramacca, in provincia di Catania, struttura di proprietà dell’Ente di Sviluppo Agricolo. Qui, sulla base di un appalto di servizio, la produzione degli ausiliari biologici è stata finora curata dalla Spata Srl di Catania. Il contratto, però, è scaduto il 28 marzo. E, ad oggi, si attende l’approvazione da parte dell’Assessorato agricoltura della delibera del Cda dell’Esa che permetterebbe la prosecuzione del contratto. Prosecuzione che, benché non automatica, è comunque resa possibile da quanto prevedono i decreti nazionali emessi per fronteggiare l’emergenza Covid-19. Per il prossimo bando poi si vedrà: bisognerà attendere il rientro dell’emergenza.
Proprio per questo, nei giorni scorsi Alfio Furnari, presidente in Sicilia di Aiab, l’associazione italiana dell’agricoltura biologica, ha scritto all’assessore regionale all’agricoltura Edy Bandiera, al commissario ad acta e facente funzioni del direttore generale dell’Esa, Nicolò Caldarone, e al dirigente generale del Dipartimento Agricoltura, Dario Cartabellotta, per chiedere di “mantenere attivo e rafforzare il servizio della Biofabbrica di Ramacca, così come era stato più volte promesso pubblicamente”.
«Questo servizio – spiega Furnari – non è solo necessario per le aziende che hanno adottano il metodo biologico, ma è strategico per ottenere l’obiettivo enunciato nella nuova versione del Pan, il Piano nazionale per la riduzione dell’uso dei fitofarmaci. Non dobbiamo dimenticare, poi, l’importante contributo fornito dal metodo di coltivazione biologica per il mantenimento della biodiversità e per la gestione degli agro-ecosistemi sostenibili».
Tre, in sintesi, i quesiti che Aiab pone all’assessore. Il primo riguarda la modalità con cui si intende garantire la fornitura di ausiliari per l’anno in corso; il secondo si riferisce alle misure di sicurezza anti-Coronavirus per operatori e utenti; il terzo punto tocca la programmazione futura e lo sviluppo di un progetto di potenziamento della biofabbrica, sia in quantità che in specie di ausiliari. Osserva Furnari: «C’è una grande e crescente domanda di insetti utili che proviene dalle aziende agricole, non solo siciliane ma anche da oltre lo Stretto, che è determinata dai nuovi obiettivi del Pan».
Aiab ha messo nel conto anche il silenzio o una risposta negativa. «In questo caso – dichiara Furnari – Aiab si farà carico di sostenere le aziende agricole nella richiesta all’amministrazione regionale di contribuire per i maggiori costi da sostenere per l’acquisizione degli ausiliari da altre biofabbriche; maggiori costi che deriveranno anche dalla complicazione tecnica nell’attuazione dei protocolli di difesa antiparassitaria».
Dalla Biofabbrica di Ramacca arrivano, comunque, segnali confortanti: nelle prossime settimane riprenderà la distribuzione degli ausilari biologici alle aziende che ne hanno fatto richiesta. E presto si tornerà a regime nella produzione degli insetti utili. Non c’è dubbio, però, che il servizio potrà risentire delle limitazioni imposte agli spostamenti, della riduzione del personale messo in cassa integrazione, e dalla necessità di sanificare i locali dell’impianto.
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