SOStain Sicilia: il modello di sostenibilità che unisce vino, ricerca e clima
La Sicilia si candida a laboratorio avanzato della sostenibilità vitivinicola. Lo dimostra il Simposio SOStain, dove ricerca scientifica, imprese agricole, istituzioni e mondo finanziario hanno disegnato una visione condivisa: la transizione ecologica non è un costo, ma un investimento sul futuro del territorio.
A ricordarlo è stato Alberto Tasca, presidente della Fondazione SOStain Sicilia, aprendo i lavori di martedì 18 novembre con numeri che non lasciano spazio a dubbi: 10,9 milioni di ettari di foreste scompaiono ogni anno, mentre le emissioni globali hanno raggiunto livelli record. Eppure, ogni euro investito in prevenzione può generarne fino a sette in risparmi. È questa la logica che guida la crescita della rete SOStain: 43 aziende, 33 certificate, oltre 6.300 ettari e 23 milioni di bottiglie prodotte secondo un disciplinare che unisce rigore scientifico e responsabilità ambientale.
“La comunicazione diventa parte integrante della sostenibilità”, ha ricordato Chiara Patitucci (Inedita), mentre la coordinatrice scientifica Lucrezia Lamastra ha mostrato come la misurazione sia il vero motore del cambiamento. L’analisi sul peso delle bottiglie delle aziende SOStain parla chiaro: 726 tonnellate di CO₂ risparmiate ogni anno. E gli scenari futuri, con vetro riciclato al 90%, potrebbero ridurre ulteriormente l’impronta ambientale.
Il climatologo Luca Mercalli, collegato da Torino per coerenza con il suo “no fly” per ridurre le emissioni di CO2, ha delineato rischi sempre più concreti: ondate di calore, desertificazione, migrazioni forzate. “La Terra ha la febbre”, ha detto, ricordando che il margine di intervento esiste ancora, ma richiede una transizione radicale e immediata.
Tra i progetti più innovativi presentati spicca “Honeybees & Vineyard” della Federazione Apicoltori Italiani (FAI): 50 alveari, 6,3 milioni di api e una qualità del miele che conferma come vigneto e biodiversità possano coesistere in modo virtuoso. Analogamente, il progetto “bottiglia 100% Sicilia” mostra il potenziale dell’economia circolare, con vetro riciclato locale e riduzione dei consumi energetici.
Tecnologia e agricoltura convergono nelle analisi della Fondazione Mach, dove droni, satelliti e intelligenza artificiale ottimizzano gestione idrica e performance produttive. L’Università di Palermo ha ribadito il ruolo chiave dell’agricoltura nella transizione energetica del Mediterraneo, mentre Intesa Sanpaolo ha sottolineato come il valore economico nasca da responsabilità sociale e ambientale.
Se il vino racconta un territorio, SOStain mostra come quel territorio possa diventare un modello. Unire scienza, filiere agroalimentari e comunità non è solo una scelta virtuosa: è la strada per rendere la Sicilia un punto di riferimento nella sostenibilità mediterranea.
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