Crisi viticoltura, ok della Regione sulla vendemmia verde

Crisi viticoltura, ok della Regione sulla vendemmia verde

Un altro anno di crisi. È quello che già prevedono i viticoltori siciliani. Così cercano di correre ai ripari e individuare fin d’ora, misure e interventi che possano sostenere il comparto durante un altro anno in cui non mancano le emergenze a cominciare da un eccesso di giacenze che non trovano spazio in un mercato asfittico dove i consumi sono da qualche tempo in calo.

Nel corso di un incontro che si è svolto ieri a Palermo e che ha visto impegnati i rappresentanti della filiera vitivinicola – organizzazioni di categoria, cantine, centrali cooperative – e istituzioni – assessore Sammartino, dirigente generale Cartabellotta e dirigenti degli uffici coinvolti dai prossimi bandi in uscita – le richieste sono andate dall’attivazione della vendemmia verde alla predisposizione di un attenta programmazione decennale capace rilanciare il settore vitivinicolo siciliano.

Il mondo vitivinicolo ha incassato un “sì” importantissimo sulla vendemmia verde, che com’è noto – insieme con la distillazione di crisi – è una misura emergenziale prevista dall’Ocm vino. Con la vendemmia verde, a fronte di un rimborso forfettario per le spese sostenute dall’agricoltore, viene eliminata la totalità dei grappoli non ancora giunti a maturazione, riducendo così a zero la resa. «Si tratta di un provvedimento che serve a mitigare gli effetti della crisi e rappresenta una boccata d’ossigeno per il comparto siciliano che deve ancora fare i conti con il massiccio attacco di peronospora che ha già compromesso la passata vendemmia», afferma Camillo Pugliesi, presidente della Cia Sicilia Occidentale.

I produttori in queste settimane stanno intervenendo con una potatura massiccia che, se da un lato, consentirà alle piante una più facile ripresa, dall’altro causerà un calo di produzione in vista della nuova stagione. «La Regione può decidere autonomamente se concedere o meno la vendemmia verde e l’assessore Sammartino – ha commentato Pugliesi – ha confermato la disponibilità a mettere in campo questa misura che ci trova tutti d’accordo». 

Sono allo studio le varie ipotesi circa le cultivar che dovranno essere interessate, la misura del contributo per ettaro e le tempistiche di attuazione della misura. Tutti aspetti che verranno discussi nel corso del prossimo incontro. Da verificare la possibilità di un ristoro per le cantine sociali che prevedono il ripetersi dell’aumento dei costi di gestione determinato dalla riduzione dei quantitativi ammassati. Costi che, comunque, andrebbero a gravare in ogni caso sui soci delle cantine.

Tra le richieste messe sul tavolo del gruppo di lavoro della Sicilia del Vino, istituito nei mesi scorsi per la redazione del Piano vitivinicolo regionale, il prolungamento della durata dei “diritti di impianto” e la salvaguardia del “vigneto Sicilia” elemento paesaggistico fondamentale sottoposto all’aggressione della perdita di valore, del fotovoltaico e del cambiamento climatico.

«Abbiamo, inoltre, sollecitato – aggiunge Pugliesi – i provvedimenti attuativi per i ristori legati alla peronospora già previsti nella finanziaria regionale 2024 per un totale di 25 milioni di euro in due anni». Confermata, infine, la prossima pubblicazione dei bandi dell’Ocm Vino per i nuovi impianti di vigneto, gli investimenti per le cantine e alla promozione del vino.

E fin qui l’emergenza e gli interventi sul breve periodo. Cia Sicilia occidentale preme però l’acceleratore sulla programmazione a medio termine. «È necessario che la Regione, dopo 30 anni di assenza – conclude Pugliesi – torni a stilare un piano vitivinicolo che sia frutto di un ragionamento con tutti gli attori della filiera, e che sia in grado di poter affrontare tutte le sfide che ci aspettano nei prossimi anni, a cominciare da quella climatica».

«Coniugare programmazione ed emergenza è la vera sfida che caratterizzerà il nostro lavoro nei prossimi mesi per salvaguardare un settore che ha costruito una grande credibilità e reputazione a livello internazionale. Le misure concordate con i rappresentanti della filiera vitivinicola vanno in questa direzione».

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