Al via la vendemmia in Sicilia, rese sotto media ma ottima qualità

Al via la vendemmia in Sicilia, rese sotto media ma ottima qualità
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La vendemmia in Sicilia è già partita da qualche giorno. E come sempre si preannuncia come quella che in Italia durerà più lungo. Iniziata negli ultimi giorni di luglio con le varietà precoci, la vendemmia siciliana si protrarrà fino all’autunno inoltrato negli areali posti a maggiore altitudine.

Nel frattempo i vignaioli fanno già i primi conti con le rese. Nell’Isola è atteso un lieve calo nella produzione a cui corrisponde comunque un’ottima qualità. «Abbiamo cominciato con qualche giorno di ritardo rispetto allo scorso anno, ma anche nel 2022 ci apprestiamo a vivere come sempre la vendemmia più lunga d’Italia che durerà circa cento giorni – sottolinea Antonio Rallo, presidente del Consorzio di tutela vini Doc Sicilia. «La vendemmia 2022 – continua Rallo – si preannuncia con un 10/15 per cento di produzione in meno rispetto al 2021, ma senz’altro molto soddisfacente per l’ottima qualità della uve».

Il calo di produzione previsto è dovuto al ridotto peso del frutto di quest’anno, ma le buone notizie per il vino siciliano vengono dal fronte climatico e fitosanitario. Grazie ad un inverno mite – afferma in una nota Assovini Sicilia – nessuna gelata in primavera, l’andamento meteo è stato regolare, le temperature registrate sono in linea con il 2020 e il 2021. Le piogge invernali hanno imbibito i terreni e riempito gli invasi, un clima estivo soleggiato e con scarsa umidità ha bloccato la diffusione delle principali malattie della vite, come peronospora e oidio. Tutto ciò ha portato le uve ad uno stato fitosanitario sano e di eccellenza. Inoltre le abbondanti piogge autunnali e le temperature mantenute entro le medie stagionali hanno favorito germogliamento, fioritura e allegagione. In generale, le condizioni climatiche ventilate e fresche fino a metà maggio, hanno generato piante e frutti sani e generosi. L’inizio della maturazione, il cambiamento di colore, la metamorfosi del frutto stanno avvenendo in maniera regolare. Per le varietà usate come base spumante e per quelle che presentano un intervallo più corto di maturazione, è prevedibile una raccolta più o meno in linea con il 2021. Per la maggior parte delle varietà siciliane a maturazione più lenta, il percorso è in evoluzione.

Ma quanto influirà il caldo di questa lunga estate? A sentore gli esperti, l’Isola riesce meglio di altre regioni a fronteggiare la siccità del periodo estivo. «I dati delle ultime due vendemmie – con una qualità sempre più alta – e le previsioni della vendemmia 2022, confermano che la Sicilia mostra una buona resistenza rispetto ai sempre più evidenti cambiamenti climatici, grazie alla sua posizione nel cuore del Mediterraneo, ai suoi microclimi, ai suoi terroir e alle sue varietà indigene», commenta il presidente di Assovini Sicilia, Laurent de la Gatinais. In linea con le previsioni del Consorzio di tutela Doc Sicilia quelle di Assovini Sicilia: non sarà un’annata ricchissima, ma sicuramente più produttiva del biennio 2019/2020, che è stato sotto la media regionale.

«Nonostante il caldo, possiamo dire che sia quantitativamente che qualitativamente le uve sono eccellenti», commenta Filippo Buttafuoco, agronomo di Cantine Settesoli, che ha inaugurato il taglio della vendemmia 2022 con la raccolta delle uve di Pinot Grigio. «Le piante hanno utilizzato molte delle riserve accumulate durante il periodo invernale. In questo momento non notiamo stress idrici», aggiunge Francesco Spadafora, titolare dell’azienda Dei Principi di Spadafora. Per Alessandro di Camporeale, «nel complesso le quantità si attestano nella media e, data l’assenza di malattie, la qualità è molto elevata». Ottima la qualità anche per l’azienda Duca di Salaparuta, che aggiunge: «non registriamo diminuzione di quantità e qualità per le uve autoctone».

Al via la vendemmia anche nella Tenuta di Contessa Entellina di Donnafugata, con le prime uve raccolte per la produzione della base spumante Metodo Classico: «Le premesse della vendemmia 2022 a Donnafugata sono buone grazie alle condizioni climatiche regolari che si sono registrate finora e alle pratiche agricole sostenibili orientate alla qualità messe in atto».

Se la siccità sta mettendo in ginocchio il Nord, la Sicilia si dimostra più resiliente e preparata. «L’agricoltura siciliana deve da sempre fronteggiare il problema dell’approvvigionamento idrico e, probabilmente per questo motivo, riusciamo meglio di altre regioni a fronteggiare la siccità del periodo estivo», afferma Aurora Ursino – agronoma siciliana, eletta migliore agronomo italiano 2021. «I produttori siciliani – continua Ursino – stanno “virando” verso un’agricoltura sempre più sostenibile, puntando non più alle quantità ma alla qualità delle uve. Adottare tecniche agronomiche sostenibili, potature adeguate, forme di allevamento e portinnesti idonei all’ambiente pedoclimatico di ciascun specifico areale, è l’unico strumento possibile per poter fronteggiare in modo adeguato la siccità e l’effetto dei cambiamenti climatici».

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