Allevamenti non indenni, ok a movimentazione per i capi sani

Allevamenti non indenni, ok a movimentazione per i capi sani
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Arrivano le indicazioni per movimentare il bestiame sano da allevamenti non indenni. Le tanto attese indicazioni per i Servizi Veterinari delle Asp siciliane sono state finalmente definite dal Servizio di Sanità Veterinaria del Dipartimento regionale per le attività sanitarie e osservatorio epidemiologico.

La questione se e come potere movimentare il bestiame sano da quegli allevamenti dove sono presenti capi con brucellosi e tubercolosi, è da tempo un tema caldo per gli operatori del settore che hanno dovuto fare i conti con l’impossibilità di spostare dall’allevamento anche i capi che risultano sani. Anche questi, infatti, rimangono bloccati in azienda e non possono essere spostati verso i pascoli.

«Nel corso dei numerosi incontri con i veterinari – spiega la deputata Elena Pagana – è emersa la necessità di trovare soluzioni a questo problema. Le norme di profilassi, infatti, bloccando gli armenti bloccano, di fatto, le aziende zootecniche. Grazie alle indicazioni della Regione sarà adesso possibile, ovviamente a determinate condizioni, movimentare gli armenti quando risulta necessario per garantire il benessere degli stessi animali o per limitare i contatti con altro bestiame.

Le linee guida prevedono che, dopo una approfondita valutazione da parte dei dipartimenti veterinari delle Asp, e accertate le condizioni di necessità che sono alla base della richiesta di spostare capi da un luogo ad un altro, tutti gli animali dell’allevamento verranno sottoposti alle prove diagnostiche. Gli animali potranno essere spostati in aree la cui idoneità verrà a sua volta accertata. Dopo che tutti i capi colpiti da patologia verranno macellati, i capi che risultano sani potranno essere movimentati al luogo di destinazione stabilito e preventivamente autorizzato dal servizio veterinario.

«Sono soddisfatta delle nuove indicazioni – dichiara Pagana – perché da tempo ascolto le istanze, spesso disperate, degli allevatori e le rappresento. Su questo fronte serve una costante attenzione perché, garantendo il contenimento delle zoonosi, il settore non debba subire danni irreversibili».

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