Verdecittà fa tappa a Palermo, istallazione botanica in piazza Castelnuovo

Verdecittà fa tappa a Palermo,  istallazione botanica in piazza Castelnuovo
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Verdecittà, il progetto itinerante del Mipaaf e Crea, realizzato con il supporto scientifico dei tecnici specialisti del Conaf, il Consiglio dell’Ordine Nazionale dei Dottori Agronomi e Forestali, fa tappa a Palermo da oggi 25 giugno e per tutto il weekend a piazza Castelnuovo. Qui l’“istallazione botanica”, per la quale sono state utilizzate oltre 40 varietà di piante legate al territorio siciliano, ideata e realizzata dal dottore forestale Francesca Virgilio, rimarrà ad abbellire la piazza anche nelle settimane successive (caldo permettendo, ovviamente). Quello del capoluogo siciliano è il secondo appuntamento che segue quello organizzato a Bologna due settimane fa (11-13 giugno). 

Obiettivo del progetto è sensibilizzare amministratori e cittadini sul ruolo del verde urbano affinché presto le città possano essere sempre più verdi e sostenibili. Il verde urbano, infatti, contrasta l’inquinamento, gli effetti dei cambiamenti climatici e gli eventi climatici estremi, rappresentando un filtro naturale contro agenti inquinanti e le polveri sottili: un singolo albero di medie dimensioni, in maturità, nel nostro clima e in contesto urbano, assimila in media tra i 10 e i 20 kg di anidride carbonica all’anno. Non solo. Abbassa di almeno 20°C la temperatura dell’asfalto delle strade e di almeno 5°C la temperatura dell’aria in città e gli edifici dotati di tetti verdi e di pareti verdi, hanno, rispetto agli altri, una temperatura interna di -4°C in estate e +5°C in inverno, riducendo i consumi energetici per il condizionamento e il riscaldamento. Aumenta, in aggiunta, la presenza di biodiversità in città e il benessere psico-sociale e la salute dei cittadini, oltre a migliorare l’immagine delle nostre città. Infine, genera un incremento del valore degli immobili del +10-20% in presenza di aree verdi, rispetto a immobili analoghi in zone prive di verde.

Anche a Palermo agronomi e forestali hanno messo a disposizione le loro competenze garantendo che in ogni città italiana sia realizzato, in perfetto lavoro di squadra, uno specifico progetto adattato alle condizioni ambientali e architettoniche locali. 

Così, in piazza Castelnuovo, il visitatore farà un viaggio tra florovivaismo per il verde ornamentale e quello di specie autoctone ed endemiche della macchia mediterranea, in un costante rimando alla Conca d’oro che, rigogliosa di specie, colori, profumi e frutti, circondava Palermo.

«Ho usato olivo, agrumi, alloro, corbezzolo, carrubo che sono piante della macchia mediterranea e richiamano la storia botanica di Palermo e della Sicilia. Siamo abituati a vederle negli arboreti da produzione, ma ho voluto mostrare che hanno un grande potenziale estetico e sono perfettamente adattate al nostro ambiente, grazie alla capacità di resistere bene alle lunghe e calde estati della nostra città», spiega Francesca Virgilio, dottore forestale e consigliere dell’Ordine di Palermo. E continua: «Il viburno, il lauro ceraso, l’eugenia sono ideali per comporre siepi resistenti e capaci di fare da barriera al rumore e alle polveri della città. Mirto e ginestra sono piante adatte a riempire gli spazi tra alberi ad alto fusto ma anche a fare da bordure lungo i pendii, sfruttando le capacità delle radici di trattenere il terreno. Naturalmente la scelta è molto ampia e ogni pianta ha delle caratteristiche specifiche che ne valorizzano l’impiego. Le Cycas, per esempio, sono piante simile alla palma, con cui spesso sono confuse, mentre come parentela sono più vicine alle conifere. Le ho scelte perché la loro forma ricorda le palme che già fanno parte del paesaggio di Palermo, ma soprattutto per la lenta crescita che dà valore al tempo che scorre. Inoltre, hanno un alto valore ornamentale, ma sono piante poco esigenti: basta terreno fertile e ben drenato e tanto sole».

«Le installazioni nelle varie città (dopo Palermo, toccherà a Roma, Torino e Padova, ndr) sono state progettate e realizzate su misura della città che le ospita, coniugando la bellezza della natura, i colori e i profumi con le ultime evidenze scientifiche da cui è emerso che i più rilevanti benefici in termini di ambiente e di benessere psico-fisico siano legati ad una scelta mirata delle piante più idonee» afferma Renato Ferretti, consigliere Conaf che plaude “alla capacità di collaborazione tra tecnici, amministratori locali ed esponenti delle istituzioni, capaci di comprendere l’importanza del verde urbano per avere città vivibili, per contrastare il cambiamento climatico, per offrire benefici alla salute, per migliorare la gestione dell’acqua”.

 «Verdecittà – Sabrina Diamanti, presidente Conaf – aiuta a comprendere l’importanza di una corretta progettazione, che richiede competenza e attenta analisi degli spazi a disposizione e dell’ambiente in cui ci troviamo: già tra le prime due tappe sono evidenti le differenti scelte fatte dai professionisti, soprattutto relativamente alle specie individuate. Buon materiale vivaistico, corrette scelte progettuali, amministrazioni sensibili e cittadini coinvolti, sono la base di una ricetta vincente per ottenere i benefici che un verde di qualità offre». 

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