Arancia di Ribera Dop al top: certificati oltre 10 milioni di chilogrammi

Arancia di Ribera Dop al top: certificati oltre 10 milioni di chilogrammi
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Numeri in crescita anche per il 2021 per l’Arancia di Ribera Dop. Secondo i dati appena trasmessi dall’ente di certificazione “I.Z.S. della Sicilia” nella campagna di commercializzazione 2020-2021 è stata superata la soglia dei 10 milioni di chilogrammi, confermando così il raggiungimento di un nuovo importante traguardo per l’agrume che si produce nell’areale agrigentino.

Piuttosto consistente il balzo in avanti della produzione certificata. A dare i “numeri” il Consorzio di tutela: “La crescita è del 31%: si è passati dalle 6.856 tonnellate della campagna 2019-20 passata stagione alle 9.041 tonnellate di prodotto confezionato e 10.251 tonnellate di prodotto lavorato nella stagione che si è appena conclusa. 

Insieme alla crescita delle quantità di prodotto certificato e all’aumento della redditività, ci sono poi altri importanti segnali che dimostrano quanto sia diventata importante la Dop per l’intero areale di coltivazione dell’arancia bionda a marchio. Altrimenti non si spiegherebbe l’aumento delle superfici investite ad arancio (arrivate oggi a 6.700 ettari), l’ingresso di nuovi giovani dediti alla coltura, la realizzazione di nuovi stabilimenti aziendali per la lavorazione delle arance, la crescita degli operatori e dei volumi di vendita di arance on-line e l’aumento degli iscritti al consorzio di tutela.

Ma a questi dati positivi e incoraggianti fa da contraltare la ormai cronica emergenza con cui vengono affrontate le campagne irrigue. “Gli investimenti e i risultati raggiunti – avverte il consorzio di tutela – possono essere pregiudicati dall’inefficienza del servizio irriguo”. Da tempo gli agricoltori, infatti, segnalano che la rete irrigua a servizio del comprensorio produttivo dell’Arancia di Ribera Dop deve essere adeguatamente ripristinata con nuove linee di distribuzione. La rete di distribuzione irrigua è ormai obsoleta e ogni anno si registrano rotture e perdite che provocano il ritardo degli interventi irrigui. A peggiorare la situazione si aggiunge la mancata attivazione dell’adduttore di collegamento tra la diga Gammauta e Castello.

E ancora, aggiunge il Consorzio di tutela, deve essere migliorata la gestione dei calendari irrigui per evitare che in futuro possa ripetersi ancora quello che è cronaca di questi giorni: per qualche azienda, infatti, non è ancora arrivato il momento di effettuare la prima irrigazione.

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