Arance rosse, Oranfrizer: non è crisi di mercato ma interna alla filiera

Arance rosse, Oranfrizer: non è crisi di mercato ma interna alla filiera
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Toni allarmistici fuori luogo che possono provocare gravi conseguenze sui mercati. La pensa così Nello Alba, Ceo di Oranfrizer, l’azienda di Scordia leader in Italia per la distribuzione dell’arancia rossa, a proposito di quanto è emerso durante la conferenza che si è tenuta lo scorso 24 febbraio nella sede del Consorzio dell’Arancia Rossa di Sicilia Igp.

Nello Alba, insieme a Salvo Laudani, marketing manager dell’azienda di Scordia, preoccupati per come potrebbero reagire i mercati, questa volta vanno giù duro e in una nota diffusa alla stampa “tirano le orecchie” a Cia, Confagricoltura e Fruitimprese: «Annunciare una “crisi agrumicola” sistematicamente ogni qualvolta c’è un problema, specie quando è interno alla filiera, può sminuire la reputazione del comparto e mandare alle ortiche gli sforzi di chi cerca di valorizzare gli agrumi in Italia e oltre i confini nazionali. A cominciare dagli imprenditori agrumicoli che hanno investito per riqualificare le proprie produzioni».

Non vengono negati i problemi di calibro ma, si legge nella nota, devono essere “affrontati e risolti con soluzioni di mercato”. I responsabili di Oranfrizer ricordano anche che per ridurli occorre agire preventivamente, in campo. Ma qui si aprirebbe una lunga polemica sulle inefficienze del Consorzio di Bonifica incapace di assicurare l’acqua nei mesi estivi, figuriamoci in autunno. La pezzatura, infatti, è correlata alla razionalità degli interventi irrigui e per risolvere il problema il Consorzio di Bonifica di Catania che dovrebbe “attrezzarsi” per consegnare acqua anche a settembre e ottobre, se fosse necessario.

Riguardo al Covid, Ceo e responsabile marketing di Oranfrizer dichiarano: «Sappiamo bene che durante la precedente stagione e quella in corso il canale horeca è stato gravemente colpito; ma l’anno scorso, nel periodo del lockdown, le arance a peso imposto crebbero a valore nel retail del 48%. Ci sono nuovi consumatori che sono fortemente orientati all’acquisto di agrumi italiani. Bisogna puntare sui risvolti positivi e consolidare i risultati raggiunti, confermati dalle vendite». I consumi tra le mura domestiche sono, infatti, aumentati; inoltre il mondo della distribuzione organizzata sta crescendo, così come quello delle vendite on line.

«E poi – aggiungono Alba e Laudani – la campagna non è agli sgoccioli. Siamo in piena stagione, ci sono consistenti volumi di agrumi da offrire ai mercati, arance di alta qualità, di piccolo calibro e di ottimo calibro, posizionabili in diverse fasce di mercato, che si continueranno a pagare a prezzi ampiamente remunerativi per i produttori».

In totale disaccordo poi sull’appello alla politica fatto nei giorni scorsi da Giuseppe Di Silvestro (Cia), Giovanni Selvaggi (Confagricoltura e Consorzio di tutela Arancia Rossa Igp) e Placido Manganaro (Fruitimprese) che hanno chiesto al governo regionale aiuto per sostenere accordi per la trasformazione industriale o per la distribuzione a scopo di beneficienza. «Se è vero che il compito della politica è di fornire strumenti – affermano Alba e Laudani – è altrettanto vero che ad essa non possiamo chiedere modelli organizzativi; è il settore che deve organizzarsi meglio, cogliendo tutte le opportunità che le politiche per l’agricoltura offrono. Per crescere investendo bene le risorse disponibili, senza bruciarle».

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