Controlli, 22 tonnellate di limoni spagnoli sequestrati ad Avola

Controlli, 22 tonnellate di limoni spagnoli sequestrati ad Avola

Nella terra dove si producono i migliori limoni della Sicilia, c’è chi preferisce farli arrivare dalla Spagna. E non è escluso che poi li ricondizioni per “spacciarli” per siciliani. Proprio oggi pomeriggio ad Avola sono stati sequestrati circa 220 quintali di limoni spagnoli. Gli agrumi sono stati rinvenuti in un magazzino fatiscente che funzionava abusivamente da centro di stoccaggio senza avere i regolari permessi.

Il sequestro dei limoni spagnoli è avvenuto dopo attività di appostamento operata dagli ispettori dell’Icqrf Sicilia (Ispettorato Centrale della Tutela della Qualità e della Repressione Frodi dei Prodotti Agroalimentari (Icqrf) della Sicilia che hanno lavorato fianco a fianco con gli ispettori del Servizio Fitosanitario dell’assessorato regionale all’Agricoltura e con il personale del Corpo Forestale della Regione Siciliana. Due le squadre che si sono trovate ad operare rispettivamente una in un magazzino di lavorazione e l’altra in un centro di stoccaggio abusivo. Gli atti di sequestro della merce sono stati poi completati presso il Commissariato della Polizia dello Stato di Avola (Sr). 

La notizia è stata data dall’assessore regionale per l’Agricoltura, Edy Bandiera che come in altre simili occasioni ha sottolineato: «Quotidianamente non abbassiamo la guardia. Consapevoli del fatto che, per decenni, si è attentato alla salute dei siciliani ed alla economia della Sicilia, abbiamo messo in campo, fin dai primi momenti dell’insediamento del Governo Musumeci, un forte potenziamento del meccanismo dei controlli». In tre anni di attività, infatti, riferisce Bandiera sono stati operati circa 5.500 controlli sui prodotti agroalimentari, 30 mila analisi di laboratorio e 250 intercettazioni di prodotti difformi dagli standard previsti dalle vigenti normative. «Tutto ciò – conclude l’assessore – fa della Sicilia la prima regione in Italia per numero di controlli effettuati sui prodotti agroalimentari in import ed export, presso tutti i punti di accesso».

L’operazione effettuata oggi non è purtroppo la prima che riguarda agrumi provenienti dall’estero. In genere si è trattato di respingimenti alla frontiera per la presenza di pericolosi parassiti non presenti ancora nella Ue. Questa volta la faccenda è diversa e riguarda merce che può regolarmente circolare ed essere commercializzata all’interno dei confini europei. Ma ciò deve avvenire nel pieno rispetto delle norme sulla tracciabilità, indicando l’esatta origine della produzione.

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