Biodurum, dal Crea processi innovativi per il grano duro bio

Biodurum, dal Crea processi innovativi per il grano duro bio
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Giunti al termine dei lavori di un quadriennio, i ricercatori del Crea-Centro di ricerca Cerealicoltura e Colture Industriali di Acireale che sono stati impegnati nel progetto di Biodurum, il 26 novembre illustreranno a i risultati conseguiti per permettere agli operatori, ai tecnici, ai ricercatori e alle amministrazioni di confrontarsi sulle prospettive di sviluppo del settore.

Per partecipare al convegno web dal titolo “Rafforzamento dei sistemi produttivi del grano duro biologico italiano” in programma dalle 15 alle 17,30 è necessario iscriversi inviando una e-mail all’indirizzo fabiola.sciacca@crea.gov.it. Gli iscritti riceveranno il link per il collegamento all’evento che si svolgerà sulla piattaforma Teams.

Il progetto Biodurum

Il progetto Biodurum è stato finanziato dal Mipaaf e ha contribuito a definire processi innovativi per la cerealicoltura biologica alla luce delle priorità individuate dal “Piano strategico nazionale per lo sviluppo del sistema biologico”. Questi in sintesi gli obiettivi del progetto: reddito adeguato ai produttori, qualità dei prodotti, tutela dell’ambiente e gestione sostenibile delle risorse.

Nel quadriennio 2017-2020, l’attività dei ricercatori è stata proiettata verso molteplici indirizzi. C’è chi ha cercato di individuare percorsi agronomici innovativi, con particolare riferimento alla diversificazione colturale, in grado di tutelare sostenibilità ambientale, economica e sociale. Altri si sono dedicati nella valutazione e nell’applicazione di innovazioni meccaniche e strumenti di mappatura dei suoli. Altri hanno lavorato per recuperare, sviluppare e valorizzare vecchi e nuovi materiali genetici (varietà e miscugli) di frumento duro da destinare alla coltivazione secondo il metodo biologico. Altri ancora hanno valutato, da un punto di vista agronomico e sociale ed economico, la sostenibilità dei sistemi produttivi cerealicoli e gli effetti delle innovazioni introdotte.

Ha fatto parte del progetto anche l’attivazione di una rete di aziende pilota per la promozione della co-innovazione e la condivisione delle innovazioni e della criticità anche tramite scambi di conoscenze tra operatori. Il tutto dovrebbe servire a fornire ai decisori istituzionali indicazioni utili per le scelte di politica agraria sulla base delle valutazioni di ordine economico, tecnico, sociale ed ambientale.

Il programma del convegno web

Ma andiamo al programma del convegno. Si comincia alle 14.45 con l’accesso alla piattaforma Teams e dopo i saluti (ore 15,00) di Roberta Cafiero, Dirigente Mipaaf, Ufficio Agricoltura Biologica e Nicola Pecchioni, Direttore Crea Cerealicoltura e Colture Industriali, si entra nel vivo del convegno introdotto e moderato da Massimo Palumbo, ricercatore del Crea e Coordinatore progetto Biodurum. A seguire gli interventi programmati: Giovanni Dara Guccione (Crea) – Grano duro biologico: il contesto produttivo e il mercato; Pasquale De Vita, Elio Romano, Nino Virzì (Crea) – Innovazioni per una cerealicoltura biologica sostenibile: tra biodiversità, agricoltura digitale e ordinamenti colturali; Luca Colombo (Firab) – Il coinvolgimento degli attori nella ricerca e innovazione partecipata; Stefano Canali (Crea) – Lo strumento BioDurum_Mca per la valutazione della sostenibilità delle aziende cerealicole biologiche; Pasquale Nino (Crea) – Analisi economica delle aziende nelle regioni meridionali e possibili implicazioni della riforma Pac sul settore biologico; Corrado Lamoglie (Crea) Il trasferimento tecnologico nel Crea: un’opportunità per tutto il sistema.

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