Alveari, banca dati da aggiornare entro il 31 dicembre

Alveari, banca dati da aggiornare entro il 31 dicembre
  •  
  •  
  •  
  •  
  • 1
  •  
  •  
  •  
  •  

È ripartito il censimento annuale degli alveari. Dal 1° novembre al 31 dicembre, così come prevede la normativa vigente in materia di Anagrafe Apistica Nazionale, tutti gli apicoltori proprietari e detentori di alveari sono tenuti all’aggiornamento della consistenza e della dislocazione degli apiari, degli alveari e degli sciami posseduti indicando l’indirizzo e le coordinate satellitari del loro posizionamento. Lo ricorda la Fai, Federazione Apicoltori Italiani, invitando i propri associati a recarsi presso le sedi territoriali dell’associazione entro il 10 dicembre.

Multe salate a chi non aggiorna la Banca Dati

Ugualmente obbligati sono gli apicoltori iscritti ad altre associazioni e anche quelli che non sono per così dire “battitori liberi”. I singoli detentori di alveari, infatti, possono in piena autonomia aggiornare e/o iscriversi nella Bia (Banca dati apistica). È comunque importante farlo perchè chiunque contravviene all’obbligo di denuncia della detenzione di alveari o di comunicazione della loro variazione all’anagrafe apistica nazionale rischia una sanzione amministrativa pecuniaria da 1.000 euro a 4.000 euro.

E c’è di più. Fai ricorda, infatti, che quanti non siano iscritti in Bia non possono essere qualificati come “apicoltori” ai sensi della vigente normativa e, quindi, restano esclusi da qualsiasi beneficio di legge o dagli aiuti previsti dall’Ocm miele.

La denuncia degli apicoltori lombardi per morie sospette

E fin qui gli obblighi degli apicoltori. Ci sono poi alcuni fatti gravi che sono stati oggetto di pubblica denuncia da parte del mondo apistico. Con le ipotesi di reato di inquinamento ambientale e danneggiamento, l’Unione Nazionale Associazioni Apicoltori Italiani (Unaapi), Apilombardia e Apicoltori Lombardi hanno di recente depositato un esposto alle Procure della Repubblica di Cremona e Brescia per denunciare ignoti che avrebbero causato la moria di api avvenuta ad agosto in Lombardia nel territorio tra i Comuni di Azzanello (CR), Genivolta (CR), Villachiara frazione di Villagana (BS), Borgo San Giacomo (BS). Tutti comuni a cavallo del fiume Oglio, zona storicamente agricola dove si trovano campi di mais e soia, destinati a diventare mangime per animali. 

Gli alveari colpiti tra l’8 ed il 12 agosto sono stati circa 200, gli insetti morti avvelenati – denunciano le associazioni apicoltori – quasi 9 milioni. Dagli alveari colpiti dalla moria i veterinari delle Agenzie di Tutela della Salute (Ats) e i Carabinieri Forestali, chiamati dagli apicoltori, hanno prelevato alcuni campioni in cui è sono state rinvenute in quantità elevate due molecole insetticide impiegate nelle coltivazioni di mais, e molto probabilmente causa della moria degli insetti: l’Indoxacarb e il Chlorantraniliprole.

Alla luce dei pericoli che corrono le api per l’uso (o l’abuso) di alcuni principi attivi nelle ordinarie pratiche agricole, Unaapi, insieme alle associazioni territoriale aderenti, ribadisce l’esigenza urgente, per la sopravvivenza degli insetti impollinatori, di misure da recepire nella nuova Pac che includano nuovi criteri e nuovi approcci produttivi in campo agricolo, con l’introduzione di premialità per coloro che adottano pratiche e tecniche agricole ecosostenibili e che rafforzi gli obiettivi di sostenibilità con la progressiva diminuzione dell’utilizzo di pesticidi.

© Copyright 2020 – Tutti i diritti riservati Sicilia Verde Magazine

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *