Modifiche al bando Ocm Vino: ridotta l’età dei vigneti da reimpiantare

Modifiche al bando Ocm Vino: ridotta l’età dei vigneti da reimpiantare

Non è passata nemmeno una settimana che sono arrivate subito delle modifiche. Il bando dell’Ocm Vino, varato dall’assessorato regionale all’Agricoltura, sembra non avere pace. Alcune correzioni al bando (la nuova stesura la trovate qui) sono state introdotte – si legge nell’avviso pubblicato sul sito del Dipartimento regionale dell’Agricoltura – “a seguito di alcuni errori materiali di digitazione del testo o di conversione del file originario registrati in fase di stesura e pubblicazione del bando”. Altre, invece, tengono conto delle “osservazioni formulate dai componenti del Tavolo filiera vitivinicola nella seduta dello scorso 6 agosto”. Ma le questioni dei termini di scadenza e della dotazione finanziaria, che erano in pratica i due punti più “scottanti”, sono rimaste lettera morta: per le domande di ristrutturazione e di reimpianto dei vigneti con i fondi dell’Ocm Vino il termine ultimo di presentazione (30 agosto) e il plafond (10 milioni di euro) non possono essere variati. Entrambi questi elementi del bando, infatti, sono stati definiti a livello ministeriale e pertanto risultano immodificabili.

Vediamo allora che cosa è cambiato rispetto alla stesura iniziale. La prima modifica riguarda l’età dei vigneti da estirpare e da reimpiantare sullo stesso appezzamento o su uno diverso. Si è passati dagli iniziali vent’anni ai dodici. Vent’anni erano sembrati tanti a chi sa come la viticoltura siciliana sia parecchio dinamica e costretta ad adeguarsi velocemente alle richieste del mercato. I tecnici progettisti, rappresentati al tavolo della filiera vitivinicola da Paola Armato, presidente della Federazione degli Ordini dei Dottori Agronomi e Forestali, hanno sostenuto, infatti, che vigneti così vecchi non se ne trovano più: dal 2001, infatti grazie alla misura Rvv dell’Ocm vino il panorama dei vigneti siciliani è stato tutto rinnovato.

Altra modifica riguarda la superficie massima ammissibile per singolo progetto. Molto criticata era stata la scelta limitare la superficie massima per ciascun progetto a 6 e 12 ettari, rispettivamente per le ditte individuali e per le società. Con la nuova stesura del bando si è tornati ai tetti fissati negli anni precedenti: 12 ettari per quelli presentati dai singoli imprenditori, 25 nel caso di piccole coop e società (semplici, di persone e di capitale).

E per finire un aspetto che può sembrare banale, ma che, considerato il periodo estivo, aveva preoccupato molto i progettisti: la necessità di dovere rinnovare i contratti di affitto per renderne la durata compatibile con l’impegno sottoscritto dai beneficiari. Per ovviare a questo problema al Tavolo della filiera vitivinicola è stato concordato un escamotage: “Nel caso in cui la durata del contratto non è superiore alla durata degli impegni assunti dal beneficiario, lo stesso e il proprietario dovranno impegnarsi a rinnovare il contratto alla sua naturale scadenza per la durata dell’impegno pena la restituzione delle somme, comprensive di sanzioni ed interessi da parte del beneficiario”.

Alla riunione ci si è lasciati con una sicurezza e un impegno. Il bando per la prossima campagna sarà concordato per tempo e soprattutto dovrà tenere conto di quale indirizzo si intende dare alla vitivinicoltura siciliana. Cominciando, ad esempio, a guardare alle emergenze sanitarie della vite, a volte connesse alla stanchezza dei terreni e all’uso di materiale di propagazione non sempre all’altezza della situazione.

Nel frattempo l’Ordine degli Agronomi di Trapani ha già richiesto la proroga, sia per la presentazione di domanda di aiuto informatica che per la successiva consegna della domanda cartacea e della documentazione allegata. Molteplici le motivazioni di cui dovrà tenere conto sia l’Assessorato regionale all’Agricoltura che il Mipaaf. «Non sarà possibile – dicono i tecnici trapanesi – sistemare i fascicoli aziendali con le particelle e le unità vitate oggetto d’intervento perché la maggior parte dei Centri di assistenza agricola è chiusa per ferie. Per procedere all’allineamento delle unità vitate nel potenziale viticolo bisogna poi fare i conti con la riduzione (per ferie) degli addetti degli Ispettorati provinciali dell’Agricoltura. E per finire, ancora oggi, 12 agosto, non è possibile inserire la domanda di aiuto nel Sian perché il Piano Regionale non è stato ancora validato».

© Copyright 2020 – Tutti i diritti riservati Sicilia Verde Magazine

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *