Emergenza Coronavirus, il nuovo Decreto non blocca il settore agricolo

Emergenza Coronavirus, il nuovo Decreto non blocca il settore agricolo

I nuovi provvedimenti per combattere il Coronavirus presi dal governo nazionale non bloccano l’agricoltura. Il comma 4 del Decreto emanato ieri, mercoledì 11 marzo, dal presidente del consiglio Giuseppe Conte, conferma infatti la continuità dell’attività del settore e della relativa filiera, a monte e a valle della rete commerciale. Confermata, naturalmente, è anche la continuità della logistica, vale a dire dei trasporti e dei servizi connessi. Questo il testo: “Restano garantiti, nel rispetto delle norme igienico-sanitarie, i servizi bancari, finanziari, assicurativi nonché l’attività del settore agricolo, zootecnico di trasformazione agro-alimentare comprese le filiere che ne forniscono beni e servizi”.

Una valutazione a parte va fatta per le attività agrituristiche che non potranno operare, né per la ristorazione né per l’ospitalità. Il nuovo Decreto prevede infatti che “sono sospese le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie), ad esclusione delle mense e del catering continuativo su base contrattuale, che garantiscono la distanza di sicurezza interpersonale di un metro. Resta consentita la sola ristorazione con consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico-sanitarie sia per l’attività di confezionamento che di trasporto. Restano, altresì, aperti gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande posti nelle aree di servizio e rifornimento carburante situati lungo la rete stradale, autostradale e all’interno delle stazioni ferroviarie, aeroportuali, lacustri e negli ospedali garantendo la distanza di sicurezza interpersonale di un metro”.

Il Decreto enuncia poi una serie di raccomandazioni, rivolte a tutte le attività che non vengono sospese. Eccoli: il massimo utilizzo da parte delle imprese di modalità di lavoro agile per le attività che possono essere svolte al proprio domicilio o in modalità a distanza; l’incentivazione di ferie congedi retribuiti per i dipendenti nonché gli altri strumenti previsti dalla contrattazione collettiva; la sospensione delle attività dei reparti aziendali non indispensabili alla produzione; l’assunzione di protocolli di sicurezza anti-contagio e, laddove non fosse possibile il rispetto della distanza interpersonale di un metro come principale misura di contenimento, con adozione di strumenti di protezione individuale; l’incentivazione delle operazioni di sanificazione dei luoghi di lavoro, anche con l’utilizzo a tal fine di forme di ammortizzatori sociali. Per le sole attività produttive si raccomanda altresì che siano limitati al massimo gli spostamenti all’interno dei siti e contingentato l’accesso agli spazi comuni. Infine, l’ennesimo invito al massimo utilizzo delle modalità di lavoro agile.

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