Mercati chiusi, stop all’export: il Ragusano paga caro l’effetto Coronavirus

Mercati chiusi, stop all’export: il Ragusano paga caro l’effetto Coronavirus

Il panico da Coronavirus sta colpendo pesantemente l’economia della cosiddetta fascia trasformata, che si estende dalla costa di Gela a tutto il Ragusano. Lì, nel distretto dell’orticoltura di qualità, la fibrillazione dei produttori va di pari passo con le notizie allarmanti che arrivano dalle più importanti piazze di smercio delle migliori produzioni isolane.

«Siamo fortemente preoccupati per quello che stiamo registrando nelle ultime ore in un numero crescente di importanti aziende a noi associate, ovvero gli effetti negativi, concreti e pesanti, legati alla psicosi creata nei mercati internazionale dal Coronavirus: commesse estere annullate, mercati ortofrutticoli chiusi o che funzionano a singhiozzo», hanno dichiarato congiuntamente il presidente di Confagricoltura Ragusa, Antonino Pirrè, e il direttore Giovanni Scucces.

«Se si ferma il comparto agroalimentare – aggiungono Pirrè e Scucces – si ferma il cuore della nostra economia. Ci associamo alla richiesta del presidente di Confcommercio Ragusa nei confronti del Libero Consorzio di Ragusa, di indire gli Stati Generali dell’economia, al fine di individuare e porre in essere strategie comuni e straordinarie da parte dei soggetti che rappresentano le imprese e il lavoro. È evidente che occorre il supporto immediato del governo nazionale con misure che prevedano sgravi e sostegno economico alle aziende».

In questa fase di emergenza, Confagricoltura Ragusa ha tra l’altro reso noto di monitorare costantemente la situazione, e di avere già messo a disposizione degli imprenditori agricoli associati, i propri uffici territoriali e nazionali per qualsiasi tipo di esigenza. 

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