Limone della Piana di Bagheria, al lavoro per il Presidio Slow Food
Bagheria (PA) – Il Limone della Piana di Bagheria si avvicina al riconoscimento del Presidio Slow Food, un passo decisivo per valorizzare una produzione che rappresenta uno dei simboli più autentici dell’agricoltura siciliana. Il percorso è stato presentato a Villa Palagonia, durante la sesta edizione di Bio in Sicily, evento dedicato all’agroecologia e alle buone pratiche per lo sviluppo sostenibile.
La Piana di Bagheria – che si estende lungo la fascia costiera orientale di Palermo e comprende i comuni di Bagheria, Santa Flavia, Casteldaccia, Altavilla Milicia, Trabia, Ficarazzi e Villabate – è da secoli una delle aree agrumetate più caratteristiche della Sicilia. Oggi, grazie al lavoro dell’associazione La Piana d’Oro e della Condotta Slow Food di Bagheria, questo patrimonio produttivo torna al centro di un progetto di rilancio fondato su criteri agroecologici, filiere locali e marketing territoriale.
A illustrare il percorso è stato Francesco Sottile, vicepresidente di Slow Food International e docente all’Università di Palermo, che ha evidenziato come il riconoscimento del Presidio rappresenti “uno strumento per tutelare la biodiversità agraria e dare visibilità a un modello produttivo sostenibile, basato su pratiche tradizionali, gestione consapevole delle risorse idriche e riduzione dell’impatto ambientale”.
Il disciplinare di produzione, attualmente in fase di definizione, coinvolge direttamente i produttori locali, chiamati a codificare tecniche colturali rispettose dell’ambiente e coerenti con i principi Slow Food di buono, pulito e giusto.

Durante il talk “Agroecologia e valorizzazione del territorio: sistemi innovativi per uno sviluppo locale di qualità”, moderato dal giornalista Mario Liberto, esponenti del mondo agricolo e istituzionale hanno approfondito le opportunità legate alla costruzione di microfiliere integrate, capaci di generare valore aggiunto attraverso la trasformazione dei prodotti e la loro promozione sui mercati di qualità.
Tra gli interventi, Valerio Barone (Condotta Slow Food di Bagheria), Antonio Fricano (Consorzio Apo Sicilia), Lillo Alaimo Di Loro (Italia Bio) e Giovanni Guccione (Crea) hanno sottolineato come il futuro del limone bagherese dipenda dalla capacità di integrare innovazione, sostenibilità e identità territoriale. «Con risultati anche migliori se alla scelta agroecologica si associa quella della conduzione in biologico che con la certificazione di prodotto e di processo dà ulteriori garanzie circa il rispetto dell’ambiente e della salute del consumatore», ha sottolineato Lillo Alaimo Di Loro, presidente di Italia Bio.
L’obiettivo, confermato da Sottile, è quello di presentare ufficialmente il Presidio Slow Food del Limone della Piana di Bagheria all’edizione 2026 di Terra Madre a Torino. Un traguardo che rafforzerà il posizionamento del prodotto all’interno del panorama delle certificazioni di qualità agroalimentare e potrà costituire un modello replicabile di governance locale basata sulla cooperazione tra produttori, enti di ricerca e associazioni di categoria.
Il riconoscimento del Presidio non rappresenta solo una tutela del prodotto, ma un’occasione di sviluppo per l’intera area: il limone bagherese, con i suoi possibili impieghi in pasticceria, gelateria, cosmetica e trasformazione artigianale, può diventare così strumento di marketing territoriale, leva economica e simbolo di una Sicilia che investe sulla qualità e sulla sostenibilità.
