Cia Sicilia a Sammartino: viticoltura da salvare e tagli a burocrazia

Cia Sicilia a Sammartino: viticoltura da salvare e tagli a burocrazia

Inserimento nella legge finanziaria regionale di una adeguata dotazione per far sopravvivere le aziende vitivinicole che hanno subito danni a causa degli eventi climatici e della peronospora; la riqualificazione della pubblica amministrazione che sia più performante e in grado di interpretare i bisogni delle imprese agricole, che sia più reattiva nella fase di istruttoria e liquidazione delle istanze degli agricoltori; il miglioramento della capacità di spesa – anche in termini di qualità – evitando ad ogni costo il disimpegno di risorse, l’adozione di politiche di sviluppo e di marketing per valorizzare le eccellenze della filiera olivicola ed ortofrutticola. Sono queste alcune delle richieste fatte da Cia Sicilia e che sono state messe nere su bianco in una lettera aperta, firmata dal presidente Graziano Scardino, eindirizzata all’assessore regionale all’Agricoltura Luca Sammartino. 

Lo scenario meteo del 2023 in cui sono manifestati ancora una volta con prepotenza i mutamenti climatici ha provocato danni a molte filiere con perdita di reddito per tanti agricoltori. «I raccolti primaverili estivi hanno subìto danni da pioggia in particolare i foraggi ed il grano, il comparto vitivinicolo dalle abbondanti piogge è passato ai danni da peronospora ed ai colpi di calore, in molti areali la produzione è andata distrutta», ricorda Scardino. Poi, dopo il rapido accenno ai mesi passati, uno sguardo preoccupato ai mesi futuri: «La filiera agrumicola – sottolinea Scardino – ha sofferto la mancanza di acqua e le temperature oltre la media, generando produzioni di piccolo calibro, mentre si guarda con apprensione la prossima campagna, ma riteniamo non opportuno parlare già di crisi al fine di non pregiudicare il mercato. A causa della siccità autunnale sono state compromesse le semine delle colture foraggere mettendo in difficoltà le aziende zootecniche che stanno drammaticamente rischiando la moria dei capi». 

E come se tutto ciò non bastasse, a rendere più complicato il 2023 è arrivata la riforma della Pac che ha impattato negativamente sulla coltura del grano ed in generale sui redditi degli agricoltori delle zone interne. «Ma sta incidendo – osserva Scardino – sulla politica agricola della Regione che ha dovuto adattare i propri interventi ed i propri bandi al Piano Strategico Nazionale della Pac». E benchè sia stato fatto tanto per chiudere la precedente programmazione, c’è ancora tanto da fare per completare bandi e rendicontazione. 

Il presidente di Cia Sicilia ammette che “non è mancata la concertazione e la programmazione condivisa che ha portato alla pubblicazione di alcuni bandi che sono importanti per tante filiere agricole”. 

Ma ciò che ancora non si è riusciti a realizzare è lo snellimento della corposa burocrazia connessa a tutte le procedure che coinvolgono le aziende agricole. «Per un sistema complesso come quello della normativa agricola – afferma Scardino –  è necessario che le istituzioni, la politica, la  burocrazia, i corpi intermedi e le rappresentanze agricole lavorino assieme per un unico fine: garantire il reddito delle imprese agricole, attraverso la sburocratizzazione dei bandi, la semplificazione delle procedure, il miglioramento della capacità di spesa». 

Il metodo di lavoro adottato dall’assessore Sammartino, comunque, soddisfa la Cia Sicilia: «Ringraziamo l’assessore per il continuo confronto su diverse problematiche che assieme abbiamo affrontato nel corso dell’anno che sta per chiudersi», scrive ancora nella nota Scardino. Il tema della concertazione e il ritrovamento del ruolo politico dei corpi intermedi sono sempre stati cari all’organizzazione professionale che per il tramite del suo presidente ricorda: «La Cia ritiene che la strada intrapresa sia corretta e vuole avere un atteggiamento costruttivo, di portatore di interessi maturo che, quando è necessario, pungoli e sia da sprone alla politica, ma che dia il proprio contributo di idee e proposte per migliorare risultati non sempre performanti. Il prossimo anno si preannuncia intenso poiché abbiamo già concertato la pubblicazione dei bandi relativi agli investimenti, con l’auspicio della certezza dei tempi, della semplificazione amministrativa e della sburocratizzazione delle procedure».

E infine, uno sguardo al futuro, ma senza mai abbassare la guardia. «Il rinnovamento delle aziende agricole siciliane – conclude il presidente della Cia Sicilia – è fondamentale per essere competitivi sui mercati e per produrre qualità sempre più richiesta dai consumatori, per questo motivo dobbiamo mettere il più possibile a disposizione delle imprese i fondi del Per, ma anche dei vari Ocm, al fine di investire, promuovere, commercializzare».

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