Crisi climatica e redditi agricoli in picchiata, l’allarme di Cia Sicilia

Crisi climatica e redditi agricoli in picchiata, l’allarme di Cia Sicilia

La crisi climatica con eventi meteorologici estremi, aumento della temperatura globale e grandi mutamenti naturali che penalizzano le produzioni agricole; difesa del reddito delle imprese agricole che utilizzano metodi green e di salvaguardia dell’ambiente; nuovo disegno di legge sul riordino dei consorzi di bonifica e il corretto sfruttamento delle risorse irrigue ed idriche. Sono questi alcuni temi affrontati nel corso del seminario intitolato “l’agricoltura isolana dalle difficoltà climatiche e idriche alle garanzie di reddito” e organizzato da Cia Sicilia che si è svolto ieri, 16 giugno, presso il dipartimento di Agricoltura, Alimentazione e Ambiente dell’Università di Catania. 

«Il cambiamento climatico è una delle sfide più complesse e allarmanti che stiamo affrontando. L’aumento delle temperature, sommato agli squilibri metereologici, ha effetti devastanti sull’agricoltura – ha detto il presidente nazionale di Cia, Cristiano Fini – sta cambiando la geografia delle colture, ma soprattutto riduce le rese, con conseguenze dirette sia sui redditi degli agricoltori che sulla sicurezza alimentare. Negli ultimi anni, gli eventi estremi sono praticamente raddoppiati: siccità, bombe d’acqua e gelate tardive, hanno moltiplicato per cinque le perdite dei raccolti di frutta e verdura». «Ecco perché – ha chiosato Fini – è sempre più urgente una gestione integrata del rischio che metta al centro la prevenzione, grazie a maggiori risorse e ricerca su soluzioni di difesa attiva. E poi è importante che la politica spinga davvero sulle tecniche di miglioramento genetico, iniziando subito la sperimentazione in campo delle TEA (Tecnologie di evoluzione assistita), per sviluppare piante più resistenti allo stress idrico, climatico, e alle malattie, in modo da tutelare sia la produttività che la sostenibilità del settore primario».

«La crisi climatica che sta attraversando il nostro pianeta – ha aggiunto il presidente di Cia Sicilia Graziano Scardino – si ripercuote in maniera seria e sempre più incisiva sulle produzioni agricole. In questo contesto – ha evidenziato – diventa prioritario garantire il reddito delle imprese agricole che sono chiamate sempre più ad utilizzare metodi green e di salvaguardia dell’ambiente. Vogliamo portare a conoscenza degli imprenditori alcune reali possibilità di integrazione del reddito agricolo e dei meccanismi per poter accedere ai contributi previsti nell’ambito della gestione del rischio. In prospettiva, sarà affrontato anche il grande tema del corretto e razionale sfruttamento delle risorse irrigue ed idriche».

«Il nuovo disegno di legge sul riordino dei consorzi di bonifica – ha concluso Scardino – deve risolvere l’annoso problema del commissariamento ma deve anche garantire l’acqua alle imprese agricole poiché le filiere produttive regionali che si affacciano sui mercati europei e internazionali, hanno necessità di tutti i mezzi tecnici produttivi al fine di ottenere la migliore qualità».

Nel corso del seminario sono intervenuti, tra gli altri, l’assessore regionale all’Agricoltura Luca Sammartino, Mario D’Amico – Direttore Di3A – Università di Catania, Piero Lo Nigro – Presidente Federazione Ordini Dottori Agronomi e Dottori Forestali della Sicilia, Giovanni La Via – Direttore Generale Università di Catania, Marino Berton – E.S.Co. Agroenergetica Srl, Salvatore Barbagallo – Ordinario di Idraulica Agraria Università di Catania e Stefano Francia – Vicepresidente Asnacodi Italia.

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