Ripristino degli ecosistemi: due esperienze siciliane a confronto
Palermo – Il ripristino degli ecosistemi torna al centro del dibattito scientifico in Sicilia. Venerdì 20 marzo 2026, alle ore 16, la Società Siciliana di Scienze Naturali dedica la consueta riunione del venerdì al tema della rinaturalizzazione del territorio, con un incontro pubblico ospitato al Museo Geologico G. G. Gemmellaro. L’appuntamento, a ingresso libero, metterà a confronto due esperienze concrete di recupero ambientale attive nell’isola.
Il ripristino ambientale comprende quell’insieme di interventi pensati per restituire funzionalità ecologica a habitat degradati dall’attività umana. In un territorio come la Sicilia – straordinariamente ricco di biodiversità ma esposto a pressioni antropiche e agli effetti della crisi climatica – questi progetti assumono un valore strategico. L’Isola, sempre più spesso, diventa un vero e proprio laboratorio a cielo aperto in cui si sperimentano modelli di recupero degli ecosistemi.
Durante l’incontro saranno presentati due casi di studio emblematici, che raccontano approcci diversi ma complementari alla rinaturalizzazione.
Il primo riguarda il lavoro del Collettivo Rewild Sicily, nato nel 2022 con l’obiettivo di favorire una Sicilia più verde e resiliente. Il Collettivo è impegnato soprattutto in progetti di riforestazione e nella creazione di agroecosistemi capaci di integrare agricoltura e biodiversità. Le attività si concentrano sul campo e coinvolgono direttamente le comunità locali, affrontando alcune delle emergenze ambientali più urgenti dell’isola: prevenzione degli incendi boschivi, contrasto alla siccità e ricostruzione di habitat frammentati.
Il secondo esempio arriva invece dal mondo delle grandi iniziative di conservazione internazionale. La Foundation pro Biodiversity ha, infatti, acquistato circa 480 ettari di terreno nella Sicilia Sud-orientale, avviando un ambizioso progetto di rinaturalizzazione. L’intervento ha permesso di riportare in vita pantani e lagune costiere, ecosistemi cruciali per l’avifauna migratoria che percorre la rotta tra Africa ed Europa. L’efficacia del progetto emerge anche da un dato recente: il passaggio del Ciclone Harry non ha provocato danni rilevanti nell’area, grazie alla ritrovata capacità del sistema lagunare di assorbire e regolare naturalmente le acque.
L’incontro rappresenta quindi molto più di una semplice presentazione scientifica. È un’occasione per mettere a confronto esperienze diverse – dal lavoro volontario sul territorio agli interventi sostenuti da investimenti internazionali – che condividono lo stesso obiettivo: restituire spazio e funzionalità alla natura. E dimostrare che il restauro degli ecosistemi non è solo possibile, ma può diventare uno strumento concreto per rafforzare la resilienza dei territori di fronte ai cambiamenti climatici.
L’ingresso è gratuito, fino a esaurimento posti.
Per info: 091.23864690, segreteria@sssn.it
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