Bronte, rafforzati i controlli per proteggere l’“oro verde”

Bronte, rafforzati i controlli per proteggere l’“oro verde”

Bronte (CT) – Vigilanza rafforzata nelle campagne di Bronte. Lo ha deciso il Comitato per l’Ordine e la Sicurezza pubblica, riunitosi nei giorni scorsi a Catania su richiesta del sindaco Pino Firrarello. Pattuglie, posti di controllo e perfino elicotteri delle Forze dell’Ordine saranno impegnati per garantire la tutela di un raccolto che rappresenta un patrimonio unico non solo per la comunità locale, ma per l’intera filiera agroalimentare italiana.

Ogni due anni, a settembre, le campagne di Bronte si riempiono di produttori e operai intenti nella raccolta del celebre Pistacchio Verde di Bronte Dop. È il momento più delicato per l’“oro verde” dell’Etna, quando il frutto appena raccolto viene lasciato ad asciugare nei poderi, esponendosi al rischio di furti.

«La nostra città vive di pistacchio – ha sottolineato Firrarello – e i produttori devono poter lavorare con serenità. Per questo invito tutti a denunciare qualsiasi tentativo di furto».

La cronaca di questi giorni mette in luce un aspetto spesso trascurato: la sicurezza nelle campagne è parte integrante della valorizzazione del Pistacchio Verde di Bronte Dop. Proteggere il raccolto significa difendere il lavoro dei produttori, il reddito delle famiglie e l’identità di un territorio che, con il suo “oro verde”, continua a conquistare i mercati mondiali.

Un’eccellenza rara

Il Pistacchio verde di Bronte Dop è coltivato su circa 3 mila ettari alle pendici dell’Etna e dei Nebrodi. La raccolta avviene a mano, spesso in terreni impervi di origine lavica, e solo ogni due anni, secondo la naturale alternanza produttiva della pianta.

Questa peculiarità rende il prodotto raro: rappresenta circa il 90% della produzione italiana, ma meno dell’1% di quella mondiale. Il suo colore verde intenso e l’aroma persistente lo distinguono nettamente dai pistacchi di altre origini, tanto da renderlo ingrediente di pregio nella pasticceria e nella gelateria artigianale.

Il peso economico dell’“oro verde”

Il comparto genera un giro d’affari stimato in 10-15 milioni di euro all’anno, con un prezzo al produttore che può superare i 40-50 €/kg per lo sgusciato, fino a punte di 70-80 €/kg nei lotti più pregiati. Circa l’80% della produzione è destinata all’export, mentre il resto alimenta un mercato interno in forte crescita, trainato da pasticcerie, gelaterie e ristorazione di alta gamma.

Il valore economico così elevato spiega l’attenzione delle istituzioni: un furto di pochi quintali può tradursi in danni per migliaia di euro. Da qui la necessità di garantire sicurezza a una filiera che unisce tradizione agricola e innovazione commerciale.

Pistacchio di Bronte Dop tra sfide e opportunità

Contraffazione e il commercio di prodotto estero spacciato per “Bronte” restano minacce concrete per la credibilità della Dop e di un intero territorio, ma a questo si contrappongono controlli sempre più serrati finalizzati a rafforzare la tutela del marchio. Parallelamente, i consorzi dei produttori e le aziende locali hanno già da tempo investito nella trasformazione – creme, pesto, semilavorati – per accrescere il valore aggiunto e ridurre la dipendenza dalla sola vendita del frutto.

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