Banca della Terra di Sicilia, assegnati a under 41 i dodici lotti disponibili
I primi 430 ettari di terreni incolti di proprietà della Regione confluiti nella Banca della Terra di Sicilia sono stati affidati in concessione ventennale a 12 giovani agricoltori. I lotti che si trovano nelle province di Enna, Caltanissetta, Siracusa e Agrigento, saranno messi a reddito dagli imprenditori agricoli under 41 migliorandoli con nuove coltivazioni o utilizzandoli come pascoli per l’allevamento zootecnico estensivo.
La Regione con questa iniziativa prende due piccioni con una fava: da una parte offre l’occasione di autoimprenditorialità a giovani volenterosi, coraggiosi, esperti in agricoltura e con un vivace spirito imprenditoriale, dall’altra si libera di terreni in totale stato di abbandono che rappresentano un grave rischio per il dissesto idrogeologico. Ne ha parlato oggi il presidente della Regione Nello Musumeci durante la conferenza stampa di oggi alla fine della quale sono stati consegnati i contratti di concessione ai dodici assegnatari: «Dopo anni abbiamo dato piena e concreta attuazione alla legge che istituiva la “Banca della terra” (che risale al 2014, ndr). Con questa iniziativa diamo la possibilità ai giovani di realizzare il loro sogno e insieme ridurre il tasso di terreni incolti che sono la prima causa del dissesto e della desertificazione del territorio». E poi ha aggiunto: «Abbiamo passato ala setaccio il patrimonio del Dipartimento Agricoltura, dello Sviluppo rurale e delle Asp per capire quanti ettari possano destinati alla Banca della Terra ed essere utilizzati dai giovani. Ne abbiamo assegnati 430 ettari, ma abbiamo oltre un migliaio di ettari da assegnare: per potere pubblicare un nuovo bando aspettiamo di disporre delle schede agronomiche e della valutazione di ciascun lotto di terreno. I professionisti sono già al lavoro».

Ma non finisce qui. Perchè bisognerà capire anche quanto del patrimonio fondiario dell’Ente di Sviluppo Agricolo potrà transitare nella Banca della Terra. Non sarà facile perchè, a detta di Musumeci, i terreni e i fabbricati rurali di proprietà dell’Esa non sono mai stati censiti in maniera completa. «La Banca della Terra – ha aggiunto Toni Scilla, assessore regionale dell’Agricoltura – è un’importante occasione di incontro fra agricoltura e giovani, in linea con la politica agricola del governo Musumeci che, insieme ad altre misure, mette al centro i giovani e la valorizzazione delle eccellenze e dei territori. Dodici imprenditori avranno la terra per realizzare progetti per creare vera economia e posti di lavoro»,
Ma tornando al bando che si appena chiuso con l’assegnazione dei lotti, c’è da segnalare un’altra novità. Ai giovani assegnatari è fornita l’opportunità di potere accedere a un prestito di avvio e di esercizio erogato dall’Irfis, la finanziaria della regione Siciliana, senza garanzie, al tasso d’interesse che non supera l’1 per cento e da restituire in comode rate.
Le domande presentate sono state 32, ma solo a 12 progetti è stato dato il via libera. «La valutazione dei progetti – ha spiegato Dario Cartabellotta, dirigente generale del Dipartimento Agricoltura – è stata operata da una commissione dell’assessorato all’Agricoltura e la selezione è avvenuta in base a qualità, tipicità e sicurezza delle produzioni e delle filiere agroalimentari vegetali, zootecniche e ittiche».

Ma vediamoli uno per uno i progetti dei giovani agricoltori a cui sono stati assegnati i 12 lotti.
- Antonio Giuseppe Buttaccio Tardio ha avuto assegnato un lotto di 37 ettari a Piazza Armerina (En). È già un allevatore di bovini di razza Limousine e Modicana. Il suo progetto è molto articolato. Rinfoltirà l’eucalipto e il boschetto di conifere da cui intende ottenere biomassa da conferire alla centrale elettrica del Dittaino. Aggiungerà un piccolo apiario con ape nera sicula e realizzerà un impianto di erbe aromatiche e officinali (rosmarino e lavanda), coltiverà i grani antichi Bidì e Tumminia. Ha già messo in conto di ripristinare le sistemazioni idrauliche esistenti nel fondo, compreso un piccolo invaso in cemento.
- Giuseppa Campione ha ottenuto l’assegnazione di 22 ettari a Calamonaci, in provincia di Agrigento. Il suo è un progetto mirato al recupero del fondo agricolo che era del tutto abbandonato. Si preoccuperà di sistemare i terreni ripristinando le piste di accesso in terra battuta e realizzando fasce parafuoco; procederà alla semina di essenze foraggere e utilizzerà la superficie come prato-pascolo e per produzione di fieno e/o foraggio da destinare al patrimonio zootecnico aziendale pre-esistente.
- Giovanni Luca Carmisciano e Gabriele Ferreri hanno avuto assegnato un lotto di 32 ettari a Mazzarino che intendono coltivare in biologico. Lo sistemeranno ripristinando il mandorleto esistente e realizzando un nuovo impianto utilizzando varietà autoctone. Per la commercializzazione si affideranno sia alla filiera corta, optando per la vendita diretta, che al conferimento presso la Op “La mandorla”.
- Zaira Conti Mica nel lotto di Carlentini (Sr) esteso 123 ettari creerà un modello zootecnico avanzato di razze autoctone siciliane (Modicana e Cinisara per i bovini, Pinzirita e Barbaresca per gli ovini e Argentata dell’Etna per i caprini). Inoltre, in collaborazione con il Corfilcarni, si occuperà della salvaguardia del germoplasma animale. Nei progetti di Zaira c’è anche l’intenzione di promuovere le carni aderendo al marchio QS Qualità sicura della “Filiera bovina locale” e di “Agnello e agnello”. La riconversione del fondo agricolo prevede anche iniziative di agricoltura sociale e fattoria didattica.
- Ivana Crimi Stigliolo a Piazza Armerina (En) in un lotto di poco meno di 50 ettari coltiverà grani antichi delle varietà Bidì, Tumminia e Scorsonera con cui produrrà pasta presso alcuni trasformatori della zona. Ha previsto l’impianto di un frutteto con ficodindia e fico (quest’ultima è una vera novità per la Sicilia). Anche Ivana installerà un apiario con ape nera sicula e realizzerà una coltivazione di rosmarino e lavanda.
- Luigi Ficarra nei 21 ettari circa di Mazzarino (Cl) della Banca della Terra intende anzitutto migliorare la fertilità dei terreni incolti da anni con la semina di essenze foraggere in rotazione triennale. È già un allevatore, pertanto ha tutto l’interesse di destinare buona parte della superficie a prato-pascolo e alla produzione di fieno e foraggio. Inoltre ripristinerà il mandorleto e l’oliveto esistenti. Il tutto in regime di coltivazione biologica. Ha anche già programmato la destinazione delle mandorle: aderirà a una Op che si occuperà di trasformarle e commercializzarle.
- Per Irias, una società agricola in nome collettivo che già è nota nel mercato della birra artigianale, il lotto di Barrafranca esteso 7,5 ettari servirà a coltivare orzo da birra che verrà trasformato in malto da destinare alla produzione di birra agricola/artigianale siciliana al 100%. All’orzo verrà affiancata anche la coltivazione di grani antichi (Perciasacchi, Maiorca, Russello e Bidì) che verranno trasformati in farina con un piccolo molino pietra. Nelle rotazioni sarà inserita anche la coltivazione del cece da commercializzare sia nello spaccio aziendale che sul e-commerce dell’azienda. Anche in questo caso la scelta cade sulla coltivazione biologica.
- Angelo Liuzzo ha ottenuto in concessione un lotto esteso 33 ettari a Centuripe in provincia di Enna. Lì ha trovato alcuni fabbricati rurali e un vecchio palmento che verranno ripristinati e destinati sia all’attività agricola che a quella di fattoria didattica. Il giovane Liuzzo che, grazie a questa opportunità è tornato in Sicilia, ha in programma l’impianto di un mandorli e di melograni, oltre che il ripristino e il potenziamento dell’oliveto esistente. Una porzione del lotto verrà destinato alla produzione di zafferano e all’impianto di un piccolo vigneto. Anche in questo caso è stato scelto di condurre in biologico la nuova azienda.
- Michela Lucia Maria Candura a Niscemi (Cl) nel lotto di poco meno di 13 ettari potenzierà l’oliveto esistente, si dedicherà all’apicoltura biologica, produrrà cereali e utilizzerà i fabbricati rurali per attività di fattoria didattica, dopo avere completato le necessarie operazioni di ripristino.
- Andrea Dario Milazzo negli 84 ettari del lotto della localizzato a Mazzarino (Cl) realizzerà un allevamento ovino e ripristinerà il mandorleto e l’oliveto esistenti ma attualmente in abbandono. L’azienda sarà condotta in biologico e in parte destinata alla costituzione di prati-pascoli e alla coltivazione di cereali antichi.
- Per il lotto di 20 ettari di Villarosa in provincia di Enna, la Società agricola Giovani Tradizioni siciliane Srls ha proposto un progetto di coltivazione di cereali e leguminose. Per entrambe le colture sono state scelte varietà antiche: Tumminia, Perciasacchi e Margarito per il grano; lenticchia nera, lenticchia di Villalba e cece nero per le leguminose. I giovani soci di Belpasso dispongono già di un antico molino a pietra (l’unico funzionante nel territorio etneo) e di un laboratorio per la produzione agroalimentare. Contano di produrre biscotti secchi, focacce, pane e dolci e legumi precotti.
- Simone Tumminelli nel lotto di Barrafranca (provincia di Enna) 12 ettari in totale, ha previsto di realizzare un allevamento finalizzato alla valorizzazione alla commercializzazione del “Cirneco dell’Etna”, razza canina siciliana in via di estinzione (sono solo 750 i capi in tutta l’Isola). A questa attività affiancherà anche l’impianto di un mandorleto con alcune cultivar tipiche siciliane (Cupaina, Cupainedda, Canicattinisa e Vinciatutti) e un oliveto con Tonda Iblea, Nocellara messinese, Nocellara Etnea e Moresca. E poi ancora pistacchio, carrubo e ficodindia. Infine nei progetti del giovane Simone la realizzazione di percorsi didattici per bambini e adulti (Covid permettendo).
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