Distillazione di crisi, in Sicilia in fumo 200 mila ettolitri di vino

Distillazione di crisi, in Sicilia in fumo 200 mila ettolitri di vino

Tutte accolte le domande di distillazione di crisi in Sicilia. Si tratta di 33 contratti per un totale di poco meno di 200 mila ettolitri di vino rosso e rosato che verranno trasformati in alcool da destinare a usi diversi da quello agroalimentare.

Quella ammessa all’eliminazione dal mercato è una massa di vino superiore a quella inizialmente prevista (175 mila ettolitri). Quando è stata pubblicata la disposizione regionale, la spesa preventivata ammontava a 12,5 milioni di euro. Nonostante questo non ci saranno abbattimenti pro-rata. Come si legge nel decreto dirigenziale dello scorso 21 agosto tutte le domande di aiuto saranno pagate. Verranno utilizzate le risorse finanziare disponibili provenienti da eventuali economie e, se non sufficienti, ricorso alle risorse dell’anno finanziario 2023/2024.

La misura della distillazione di crisi è stata messa in atto per facilitare la vendemmia visto che le cantine (sia le siciliane che quelle oltre lo stretto) soffrivano per la presenza di “importanti” giacenze dovute a un mercato del vino fiacco. Un problema che verrà anche risolto grazie al forte ridimensionamento delle rese che in parecchie zone dell’Isola è stato causato dalla peronospora e dall’eccezionale ondata di calore di fine luglio che ha letteralmente bruciato i grappoli rimasti sulle viti.

La procedura della distillazione di crisi è partita quando la vendemmia (almeno quella per le varietà destinate alla spumantizzazione) era iniziata da qualche giorno con un bando pubblicato lo scorso 3 agosto, dopo che il Masaf aveva pubblicato analoghe disposizioni valide a livello nazionale solo pochi giorni prima, ovvero il 28 luglio. Scadenze risicatissime per il bando siciliano: entro iI 10 agosto dovevano essere trasmessi all’Agea i contratti di distillazione (non piú di due per cantina). Contratti che dovevano essere stipulati con una distilleria operante nella regione. Cosa che ha spiazzato e fatto mugugnare chi il pre-contratto lo aveva già stipulato con una struttura del Continente.

L’operazione salva-vendemmia riguarda solo i vini rossi e rosati. Tutti, senza alcuna distinzione: quelli a denominazione di origine, quelli a indicazione geografica e quelli comuni. Unico requisito la gradazione alcolica minima che per i vini a denominazione di origine e indicazione geografica deve essere quella prevista dal disciplinare, mentre per i vini generici il grado minimo non deve essere inferiore a 11.

A quanto ammonta l’aiuto? L’importo, stabilito con criteri oggettivi e non discriminatori dopo avere incontrato i rappresentati del comparto, è stato fissato al 80% del prezzo medio mensile più basso rilevato nella campagna 2022/2023. Questi gli importi per le diverse tipologie di vino: 0,760 euro per i rossi Doc Sicilia, 0,720 per i rosati Doc Sicilia, 0,688 per i rosati Terre Siciliane, 0,672 per i rossi Terre Siciliane, 0,624 per il rosso generico e infine 0,600 per il vino rosato generico.

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