Da prodotto di scarto a risorsa, nuova vita per la lana di pecora

Da prodotto di scarto a risorsa, nuova vita per la lana di pecora

Da prodotto di scarto a risorsa. Da rifiuto da “smaltire” a sottoprodotto da inserire in un virtuoso percorso di economia circolare. Parliamo della lana di pecora che è al centro di un progetto finanziato con la Sottomisura 16.1 dal Psr Sicilia 2014-2022 e finalizzato alla valorizzazione della lana di alta qualità e che vede protagonista il Distretto Laniero Siciliano, guidato da Sebastiano Tosto e dalla start up innovativa Date srl. 

La ricerca applicata e il processo di introduzione dell’innovazione tecnologica si muovono su due linee d’intervento. La prima riguarda l’utilizzazione dei derivati della lana in agricoltura. La lana, infatti, sottoposta a trattamento termico e chimico può essere utilizzata come “biochar” (prodotto carbonifero stabile derivante da sottoprodotti, rifiuti o biomasse di origine vegetale e/o animale), ma anche come ammendante per l’agricoltura sostenibile. Le prove vengono condotte in un vivaio e in una serra del comprensorio di Castronovo.

L’altro filone riguarda l’utilizzo della lana nell’artigianato tradizionale che, grazie alla ritrovata antica manualità, riesce a realizzare vere e proprie opere d’arte. A sostenere questo percorso anche l’Amministrazione comunale di Castronovo di Sicilia. «Abbiamo realizzato un laboratorio dell’arte antica della tessitura della lana, presso il nostro Borgo Marcatobianco. Un laboratorio che funge da luogo di formazione e di divulgazione, grazie alla disponibilità di qualificato personale, che offre la propria professionalità per la rinascita di una “produzione identitaria” che attraversa varie culture ed esperienze nazionali e transnazionali. Anche così si fa economia green e sviluppo», ha riferito il sindaco di Castronovo Vito Sinatra, durante l’incontro intitolato “Programma di valorizzazione della lana di alta qualità” che si è tenuto presso palazzo Giandalia di Castronovo di Sicilia.

Il Distretto produttivo Laniero Siciliano ha sede a Cammarata in provincia di Agrigento, nel cuore dei Monti Sicani. Nasce su iniziativa della Rete Ovinicoltori Sicilia per dare supporto alle aziende che hanno il problema di gestire la lana tolta ogni anno alle pecore che finora hanno dovuto trattare come rifiuto e come tale deve essere correttamente smaltito. Il problema ha dimensioni importanti. La Sicilia, con poco più di 700 mila capi, è, infatti, la seconda regione d’Italia per numero di capi allevati, e di conseguenza, a seguito di tosatura, produce grandissime quantità di lana. Oggi la redditività delle imprese del comparto deriva dalla commercializzazione del latte e dei formaggi ma anche dalla commercializzazione della carne. Anche questo comparto è stretto tra gli alti costi delle materie prime e i bassi prezzi di vendite dei prodotti. A queste difficoltà congiunturali, si aggiunge, poi, il costo di gestione della lana derivante dalla tosatura delle pecore, operazione necessaria per assicurare il benessere degli animali. Si tratta di un costo troppo spesso sottovalutato e che incide negativamente sui profitti delle aziende ovine.

Il progetto del Distretto ha destato l’interesse di numerosi operatori del comparto ovino perchè traguarda soluzioni finora poco esplorate. «Si tratta di una importante scommessa che consentirà di dare nuova vita ad un prodotto che per troppi anni ha costituito un peso per gli allevatori di ovini», ha dichiarato durante l’incontro di Castronovo di Sicilia il presidente del Distretto produttivo Laniero Siciliano Sebastiano Tosto. «Siamo solo all’inizio – ha concluso – ma la qualità del progetto e delle imprese partner ci fa ben sperare»

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