Aiuti per l’apicoltura in siti Natura 2000, bando da 7,5 milioni di euro

Aiuti per l’apicoltura in siti Natura 2000, bando da 7,5 milioni di euro

Apicoltori ammessi a partecipare agli aiuti sganciati dagli investimenti. Lo prevede il bando, pubblicato lo scorso 29 dicembre sul nuovo sito dello Sviluppo Rurale della Regione Siciliana, che si riferisce agli “Impegni per l’apicoltura” e porta la sigla SRA18 – ACA.

Si tratta della prima volta per un comparto dall’importanza fondamentale per il mantenimento della biodiversità grazie all’azione impollinatrice delle piante (coltivate e non) ma che finora ha dovuto accontentarsi delle poche briciole messe a disposizione dell’Ocm miele. E ciò nonostante gli allarmi lanciati da più parti circa l’indebolimento del comparto che è entrato in forte sofferenza a causa di una serie di fattori che spesso agiscono in sinergia tra loro: distruzione, degradazione e frammentazione degli habitat, inquinamento da agenti fisici e chimici, cambiamenti climatici e diffusione di specie aliene invasive, parassiti e patogeni.

Viene così riconosciuta “ufficialmente” utile l’attività svolta dalle api (e premiato chi vi si dedica), visto che, insieme a quella svolta dagli insetti pronubi, contribuisce al mantenimento di un’agricoltura estensiva produttiva e alla conservazione della flora spontanea ad alto valore naturalistico.

Anche gli apicoltori puri – cioè coloro che svolgono soltanto questa attività e non altre agricole propriamente dette e che spesso non dispongono di base aziendale propria – potranno, quindi, ricevere aiuti diretti al pari degli agricoltori e degli allevatori.

Cinque anni d’impegno e una dotazione totale di 7,5 milioni di euro

Si comincia con una dotazione complessiva di 7,5 milioni di euro distribuiti sui cinque anni dell’impegno, ma non si esclude l’incremento della dotazione con nuove risorse.

L’intervento, i cui beneficiari sono agricoltori, allevatori singoli o associati, mira a contrastare il declino degli impollinatori e a supportare pratiche di apicoltura orientate alla tutela della biodiversità. È rivolto esclusivamente a coloro che praticano l’attività apistica in aree di elevato valore naturalistico che includono i siti Natura 2000 ovvero i Sic (Siti di Importanza Comunitaria), le Zps (Zone a Protezione Speciale) e i sistemi agroforestali. Sono escluse le aree destinate all’agricoltura intensiva e le aree urbane.

Apicoltura stanziale e nomade

Sono previste due azioni: “Apicoltura stanziale” e “Apicoltura nomade” tra loro alternative. Nel senso che lo stesso apiario non può essere impegnato su entrambe le azioni durante il periodo di impegno che dall’1 gennaio 2024 al 31 dicembre 2028.

Per essere ammessi all’aiuto i beneficiari e i loro apiari devono essere presenti in Banca Dati Apistica Nazionale/Regionale, alla data del 31 dicembre 2023.

L’importo dell’aiuto annuo è calcolato a forfait in base al numero degli alveari assoggettati all’impegno che non può essere inferiore a 50 ed è diverso a secondo che venga praticata l’apicoltura stanziale o quella “nomade”. Si va da un minimo di 2.267 euro per lo stanziale e 2.640 per il nomade nella classe di ampiezza 50-100 alveari fino a 12 mila euro per apicoltura stanziale e 14 mila euro per apicoltura nomade per apiari costituiti da oltre 400 famiglie.

Gli obblighi

Per potere accedere ai benefici previsti dal bando gli apicoltori devono essere in regola con il censimento annuale del patrimonio apistico; assoggettare all’impegno un numero minimo di 50 alveari; praticare l’attività apistica nelle aree di elevato valore naturalistico individuate dalla cartografia regionale a corredo del bando con apiari che rispettano la distanza minima l’uno dall’altro di 2,2 Km; non superare il numero massimo di 80 alveari per postazione. Inoltre devono tenere e aggiornare un registro nel quale siano annotate le operazioni effettuate dai beneficiari con le indicazioni delle zona/postazione (coordinate Gps) in cui viene collocato l’apiario.

Per chi pratica apicoltura stanziale è obbligatorio tenere per 365 giorni/anno il numero degli alveari ammessi con la domanda di sostegno nella postazione indicata. Diversa la gestione per chi pratica nomadismo che, per tutta la durata dell’impegno, deve mantenere il numero di alveari ammessi con la domanda di sostegno nelle aree previste dall’intervento per almeno 60 giorni nel rispetto dei periodi di fioritura delle essenze botaniche.

Ogni anno dovrà essere redatta e aggiornata una relazione tecnica, riportante le aree e le relative specie botaniche con il relativo periodo di fioritura interessate dall’intervento, il numero di alveari che si intende posizionare per postazione e, per chi aderisce come apicoltore “nomade”, il periodo di permanenza degli apiari.

Sempre questi ultimi, poi, ogni postazione scelta dal beneficiario deve essere registrata nella apposita sezione apistica della Banca Dati Nazionale dell’anagrafe zootecnica con l’indicazione esatta dei dati di georeferenziazione, che possono essere anche rilevati tramite strumentazione Gps eventualmente in dotazione all’apiario.

Priorità non selezione

Non sono previsti criteri di selezione, ma solo di priorità che si applicheranno qualora le domande pervenute siano superiori al triplo della disponibilità finanziaria annua. La priorità spetta agli alveari che si trovano ad una quota superiore ai 300 metri s.l.m e che sono allevati con metodo biologico. Esaurita questi, si passa a quelli associati a una quota altimetrica superiore al 300 metri s.l.m. e quindi a quelli sotto tale quota dando precedenza sempre a quelli che si trovano a quote altimetriche maggiori.

Aiuto cumulabile con altri interventi

L’intervento si può cumulare con altri interventi agro-climatico-ambientali. Ciò si spiega se si considera che la combinazione di più impegni in capo al medesimo beneficiario consente, infatti, l’amplificazione dell’effetto ambientale. Nelle aree in cui si applica l’ACA 18 però non è possibile accedere alla azione B4 – razionalizzazione della transumanza prevista nell’Ocm Apicoltura.

Le domande

Sia le domande di sostegno che di pagamento (a cadenza annuale) devono essere presentate telematicamente attraverso il portale Sian di Agea seguendo le indicazioni di successive e apposite circolari di Agea e della Regione.

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