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Spesa Pac, Sicilia quarta in Italia. E sul bando SRD01 non si torna indietro

La Sicilia accelera sulla spesa dei fondi comunitari destinati all’agricoltura e si colloca al quarto posto tra le regioni italiane per capacità di utilizzo delle risorse della Pac 2023-2027. Il dato è emerso durante l’incontro tra l’assessore regionale all’Agricoltura, Luca Sammartino, e i rappresentanti delle principali organizzazioni di categoria – Coldiretti, Cia, Confagricoltura e Copagri – che si è svolto lo scorso 15 giugno al Palazzo della Regione di Catania. Il primo con tutte e quattro le sigle in contemporanea dopo l’ultimo confronto simile che risale a ottobre 2025.

Al centro del confronto l’avanzamento della spesa dei fondi europei con un focus approfondito sul tanto discusso bando della misura SRD01, le criticità che interessano il comparto agricolo e le possibili soluzioni per sostenere le imprese in una fase caratterizzata da crescenti difficoltà economiche e climatiche.

Quasi un miliardo di euro già messo a bando

Secondo i dati illustrati dall’assessorato, la Regione Siciliana ha già pubblicato bandi per un valore complessivo di 975 milioni di euro nell’ambito del Programma di sviluppo rurale collegato alla nuova programmazione comunitaria.

Tra gli interventi più rilevanti – ha ricordato l’assessore Sammartino – figurano i 100 milioni destinati alla misura SRD01 per gli investimenti aziendali, gli 11 milioni per la diversificazione delle attività agricole, i 65 milioni della SRD07 per infrastrutture e viabilità rurale e i 70 milioni della SRD13 dedicata all’agroindustria.

Importanti anche le risorse rivolte al ricambio generazionale, con 78 milioni di euro per la misura SRE01 dedicata ai giovani agricoltori e 20 milioni per la SRE02 destinata ai nuovi agricoltori. A queste si aggiungono fondi per l’innovazione, lo sviluppo locale, la promozione delle produzioni di qualità e il rafforzamento dei servizi di consulenza agricola.

Mondo agricolo d’accordo: avanti con la SRD01

Uno dei temi centrali dell’incontro ha riguardato la misura SRD01, considerata strategica dalle organizzazioni professionali agricole per sostenere gli investimenti delle aziende e che è stata oggetto anche di una mozione approvata dall’Assemblea Regionale Siciliana che ha creato qualche difficoltà sia all’assessore che all’intero governo regionale.

Le associazioni di categoria – questa volta tutte concordi – hanno chiesto alla Regione di procedere senza ulteriori proroghe della scadenza del bando, così da accelerare le procedure istruttorie e consentire l’avvio dei pagamenti alle imprese che risulteranno ammesse al finanziamento. Non è da escludere la possibilità che possa essere incrementato il plafond del bando così da aumentare la platea delle aziende finanziabili e rispondere all’elevato numero di domande presentate.

SRD01, dalle polemiche alla richiesta di chiudere il bando

Sulla misura SRD01 il dibattito nel mondo agricolo siciliano continua, ma certe posizioni di rottura sono rientrate. Ricordiamo che fin dalla pubblicazione del bando, alcune associazioni di agricoltori (Simenza) e successivamente alcune organizzazioni professionali (Copagri) avevano sollevato perplessità sui criteri di accesso ritenuti penalizzanti per le aziende di minori dimensioni. Al centro delle contestazioni, in particolare, la soglia minima di investimento fissata a 250 mila euro, l’obbligo di attestazione bancaria e alcuni requisiti legati alla cantierabilità degli interventi che sono stati anche contestati dai progettisti tramite la Federazione Regionale degli Ordini degli Agronomi.

Copagri Sicilia, tra le organizzazioni che nei giorni scorsi si era manifestata apertamente critica, nel corso dell’incontro con l’assessore Sammartino ha ribadito le contestazioni formulate nei mesi scorsi, ma, fatti quattro conti, ha preferito scegliere una linea più pragmatica e meno ideologica.

Linea pragmatica condivisa: stop alle proroghe

Pur confermando le proprie riserve sul bando, («Le criticità del bando SRD01 le abbiamo denunciate fin dall’inizio perché hanno finito per penalizzare molte piccole e medie imprese agricole siciliane. Su questo punto la nostra posizione resta immutata»), Copagri ritiene tuttavia che, alla luce dei dati snocciolati alla riunione di Catania, ulteriori proroghe non sarebbero più utili.

Sul portale del Sian sono state, infatti, già presentate oltre 700 domande. Pertanto la dotazione finanziaria disponibile risulta già insufficiente a soddisfare tutte le richieste. In pratica, secondo le proiezioni dell’associazione, con le risorse attualmente disponibili sarebbe possibile finanziare circa 95 progetti considerando una spesa media di poco superiore al milione di euro. Anche nell’ipotesi che tutte le domande fossero presentate per l’importo minimo previsto dal bando (250 mila euro), la disponibilità economica consentirebbe comunque di sostenere un numero di interventi inferiore alle richieste pervenute.

E fin qui tutto in linea ipotetica. Ovvero che le autoattribuzioni di punteggio siano corrette e supportate da documentazione probante. Cosa che può essere verificata solo in fase istruttoria passando al setaccio e sotto la lente d’ingrandimento ciascuna domanda e la documentazione di corredo.

Insomma non siamo di fronte a un vero proprio dietro-front ma, dopo il richiamo alla responsabilità dell’assessore, la posizione è stata “ammorbidita” in un approccio più pragmatico. Una posizione, insomma che, pur mantenendo vive le critiche sul merito del bando, punta a evitare ulteriori ritardi e a garantire tempi certi alle aziende agricole siciliane in attesa di conoscere l’esito delle proprie domande di finanziamento.

Alla fine del confronto con la Regione le sigle degli imprenditori agricoli tutte d’accordo: chiudere definitivamente il bando senza ulteriori rinvii e procedere rapidamente alle istruttorie e ai pagamenti delle aziende ammesse.

Nuove risorse e sblocco della vecchia programmazione

Ma la querelle non finisce così. Al governo regionale è stato chiesto di reperire nuove risorse per un secondo bando SRD01. Questa volta con criteri più accessibili alle piccole e medie imprese agricole, eliminando la soglia minima di investimento che ha rappresentato uno dei principali elementi di contestazione.

Tra le richieste avanzate all’assessore figura anche lo sblocco delle procedure relative alla Misura 4.1 del Psr Sicilia 2014-2022 (anche questa destinata agli investimenti nelle aziende agricole). Attesa ancora la pubblicazione dei decreti di concessione per tante imprese che hanno già sostenuto investimenti senza avere ancora ottenuto il completamento dell’iter amministrativo.

Oltre 450 milioni già spesi

L’assessore Sammartino ha evidenziato come, secondo il report Agea aggiornato al 31 maggio, la Sicilia abbia già speso oltre 450 milioni di euro, pari al 31,86% della dotazione complessiva disponibile, che supera 1,4 miliardi di euro.

«La Sicilia è la quarta regione in Italia per capacità di spesa dei fondi Pac 2023-2027», ha sottolineato l’assessore, definendo il risultato come una conferma dell’impegno dell’amministrazione regionale nel sostenere uno dei comparti più importanti dell’economia isolana. 

Ma a cosa è stata destinata la spesa finora certificata? Le risorse già erogate hanno consentito di finanziare migliaia di aziende agricole attraverso le misure a superficie dedicate al biologico, alla produzione integrata, all’apicoltura, alle indennità per le aree svantaggiate e al benessere animale.

Obiettivo sviluppo e nuova occupazione

Guardando ai prossimi mesi, la Regione punta a mantenere elevato il ritmo della spesa e ad accelerare l’attuazione delle misure già avviate. L’obiettivo dichiarato dall’assessore Luca Sammartino è “trasformare gli aiuti comunitari in strumenti capaci di generare investimenti, competitività e occupazione”. Un obiettivo che però si raggiunge guardando più all’efficacia della spesa che ai volumi della stessa. Ma finora, dopo decenni di Pac, nessuno lo ha mai fatto.

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