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Grano duro, al via la Cun sperimentale dove si confronta la filiera

Cun sperimentale

Si è svolto ieri 3 febbraio in videoconferenza il primo incontro con cui ha preso avvio, con il coordinamento della Borsa Merci Telematica Italiana, il percorso per l’istituzione della Cun Sperimentale, la Commissione Unica nazionale sul grano duro.

Il confronto tra le associazioni agricole più rappresentative nel settore produttivo cerealicolo e la parte agroindustriale di Italmopa è stato finalizzato alla condivisione della bozza di regolamento del funzionamento stesso della Commissione, che mira a divenire luogo di confronto tra produttori e trasformatori. 

“Si tratta di un giorno importante per la filiera cerealicola italiana che, da oggi, seppur nella forma sperimentale, potrà contare su uno strumento cruciale per la rilevazione dei prezzi delle varie tipologie di grano duro», ha dichiarato il Sottosegretario alle Politiche Agricole, Giuseppe L’Abbate, in apertura dei lavori. «Quello a cui abbiamo lavorato finora – ha continuato il sottosegretario – è un luogo di incontro, in grado di incentivare le sinergie tra la parte produttrice e quella della trasformazione, la Commissione è il frutto di un lungo percorso iniziato sin dalla modifica normativa, da me promossa, nel 2015».

Fanno parte della Commissione Sperimentale Nazionale i rappresentanti di Italmopa, Associazione Mugnai Industriali d’Italia, e per il mondo agricolo le associazioni Coldiretti, Confagricoltura, Cia, Copagri e Liberi Agricoltori. I lavori proseguiranno nelle prossime settimane per concordare ulteriori aspetti sul regolamento di funzionamento.

«Traguardiamo l’obiettivo di affrontare e risolvere assieme agli operatori del settore le questioni aperte, favorendo il dialogo nella filiera, nell’interesse nazionale. In altri comparti – ha concluso L’Abbate – lo strumento della Cun ha dimostrato tutta la sua concreta importanza».

“La Commissione Unica Nazionale del grano duro è strumento da tempo atteso e lungamente richiesto dalla filiera per promuovere e incentivare le sinergie tra i diversi attori del comparto”, ha sottolineato la Copagri, a margine del primo incontro della Cun sperimentale del grano duro. E per comprendere quanto possa essere importante lo strumento in questione, è da notare come l’Italia sia il primo produttore di grano duro dell’Ue, con una superficie di circa 1,3 milioni di ettari e una produzione che nel biennio 2018/19 si è attestata sulle 4,1 milioni di tonnellate, calate a 3,8 milioni di tonnellate nel 2019/20, dato che secondo recenti stime dovrebbe venire confermato anche nel 2020/21. Per dare un’idea della rilevanza di tali numeri – sottolinea Copagri – basti pensare che la produzione comunitaria, secondo recenti stime, si attesterà sulle 7,2 milioni di tonnellate per il 2020/21, in calo rispetto alle 7,5 milioni di tonnellate del 2019/20 e alle 8,7 milioni di tonnellate del 2018/19.

Durante l’incontro di ieri sono state gettate le basi di una prima bozza di regolamento di funzionamento della Cun sperimentale del grano duro, che ad avviso della Copagri “dovrà costituire un cruciale luogo di confronto tra la parte produttrice e quella trasformatrice, con il fine ultimo di avere uno strumento di riferimento nazionale, che grazie alla regia del Mipaaf e del Mise formuli in modo regolamentato e trasparente i prezzi indicativi e la relativa tendenza di mercato e assicuri al contempo la trasparenza del processo di formazione dei listini”.

Secondo la Confederazione Produttori Agricoli, “una azione che vada in questa direzione è di primaria importanza, poiché consente di rispondere tempestivamente alle esigenze degli operatori di mercato, fornendo inoltre dei punti di riferimento sui quali basare le contrattazioni”. La Cun sperimentale del grano duro, va ricordato, va ad aggiungersi alle commissioni analoghe già operanti per le uova, i conigli, le scrofe, i suini, i suinetti, i tagli di carne suina fresca, il grasso e gli strutti.

Infine secondo Copagri “L’azione della Cun andrà perfettamente a integrarsi con gli obiettivi e gli scopi alla base dell’innovativo sistema ‘Fruclass’, presentato recentemente e realizzato su impulso della filiera grano duro-pasta in modo da offrire, per la prima volta in Italia, uno spaccato in tempo reale della qualità e della quantità della produzione nazionale, dati fondamentali per andare poi a delineare le prospettive delle campagne granarie e per gettare le basi comuni per contratti di coltivazione”.

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