Non è da sola la Sicilia nella battaglia contro la revisione dei criteri di ripartizione dei fondi 2021-22 per lo sviluppo rurale sostenuta dalla regioni del Nord e del Centro del Paese.
La posizione ufficiale della Regione Sicilia è contenuta in un articolato documento che è stato sottoscritto dagli assessori all’agricoltura di Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Umbria. La stessa posizione, questa volta corroborata dalla condivisione dell’ampio fronte delle regioni del Sud, è stata esposta (per la seconda volta) dall’assessore regionale all’Agricoltura Toni Scilla (presente anche il dirigente generale del dipartimento regionale dell’Agricoltura e Autorità di gestione Psr Sicilia, Dario Cartabellotta) durante la Commissione Politiche agricole della Conferenza delle Regioni che si è svolta in videoconferenza oggi, 26 gennaio, come aggiornamento della seduta che si è svolta la scorsa settimana sul medesimo tema.
«Il Governo Musumeci – afferma l’assessore regionale all’agricoltura Toni Scilla – è fermamente contrario alla proposta di revisione dei criteri di ripartizione dei fondi 2021-22 per lo Sviluppo Rurale avanzata dalle Regioni del Centro e del Nord del Paese. Quella proposta snaturerebbe la vera essenza del Piano di Sviluppo Rurale che nasce per ridurre il gap tra il Mezzogiorno e il resto d’Italia e nel tempo ha permesso alla Sicilia di utilizzare i finanziamenti europei per creare occasioni di crescita economica».
«L’idea di modificare il criterio della ripartizione storica della spesa e il consequenziale taglio delle risorse spettanti a sei regioni del Sud – puntualizza l’assessore – è antitetico con il piano di rilancio dell’intero Paese, soprattutto in considerazione del fatto che le Regioni che resterebbero penalizzate rappresentano il 60% delle aree italiane interessate dal Psr. Di concerto con Puglia, Campania, Calabria, Basilicata e Umbria – conclude Scilla – siamo disponibili a considerare nuove metriche di ripartizione, ma solo a partire dal 2023, nient’altro può invece essere preso in considerazione per il biennio 2021-22».
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