Un futuro sempre più bio. È quello che Edy Bandiera, assessore regionale all’Agricoltura immagina per la Sicilia. In questa direzione vanno, infatti, gli ultimi due provvedimenti di cui ha dato notizia l’esponente del governo regionale. Del primo, ovvero del prolungamento di due anni dei pagamenti per il mantenimento dell’agricoltura biologica, abbiamo già ampiamente trattato in un precedente articolo.
Il secondo è lo stanziamento straordinario di 200 mila euro per la Biofabbrica di Ramacca, l’opificio dell’Ente di Sviluppo Agricolo dove vengono allevati insetti utili antagonisti di quelli dannosi alle coltivazioni agricole, che vengono liberati nelle aziende agricole che adottano tecniche di lotta biologica o integrata.
«Quella dell’Esa a Ramacca è una delle ventisei biofabbriche europee, la più importante del Mediterraneo. Produce in termini massali il maggior numero di insetti base. È una struttura che, se ben supportata, può divenire strategica nelle politiche di attuazione della lotta biologica», afferma l’assessore Bandiera. «Grazie al nuovo stanziamento – prosegue – la biofabbrica sarà nelle condizioni di sviluppare nuovi protocolli per fronteggiare, con metodi naturali, vecchie e nuove emergenze entomologiche parassitarie, come quella del cimiciato del nocciolo che sta creando problemi produttivi e qualitativi alle produzioni corilicole dei Nebrodi».
La buona notizia per la struttura dell’Esa arriva a qualche mese dalla visita che lo stesso Bandiera aveva fatto allo stabilimento per rendersi personalmente conto del funzionamento della fabbrica di ausiliari biologici. Una visita che aveva fatto notizia, visto che era esattamente dal 2005 che un assessore regionale non si faceva vedere a Ramacca, in contrada Margherito, dove sorge l’impianto Esa.
La novità del finanziamento aggiuntivo è arrivata poi nello stesso giorno in cui, sul Tg Regione, la Rai ha trasmesso un servizio dedicato alla struttura che ha incuriosito parecchi telespettatori, non solo tra gli addetti ai lavori.
«Queste scelte – afferma Bandiera – sono state compiute per un motivo molto semplice: l’agricoltura biologica siciliana continua ad assumere un ruolo strategico e di fondamentale importanza nell’ottica di privilegiare metodi di coltivazione delle proprie eccellenze, compatibili con la salvaguardia dell’ambiente e la salute dei consumatori».
Attualmente la fabbrica produce alcuni insetti predatori di parassiti degli agrumi. In particolare ne produce tre: l’Aphytis melinus destinato alla lotta dell’Aonidiella aurantii (cocciniglia rossa-forte degli agrumi), ma in grado di parassitizzare anche altre specie di Diaspidini quali Aonidiella citrina e Aspidiotus nerii; il Cryptolaemus montrouzieri e il Leptomastix dactylopii entrambi destinati alla lotta dei Rincoti Omotteri Pseudococcidi ed in particolare di Planococcus citri (Cotonello degli agrumi).
In futuro è prevista l’attivazione della produzione del Gryon muscaeformis, l’insetto antagonista della cimice del nocciolo (Gonocerus acuteangulatus) che sta arrecando tanti danni in Sicilia nei territori vocati alla coltura.
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