Una cosa molti politici non hanno ancora capito: la frenesia social di comunicare opinioni (chiamiamole così) e di lanciare accuse e improperi nei confronti dei propri avversari, è uno di quei boomerang che spesso ti torna indietro a una velocità doppia o addirittura tripla. Ecco perché molti di loro farebbero bene a parlare meno e solo in presenza di dati certi e incontrovertibili.
Un esempio fresco fresco, quasi di giornata, ci viene dal comunicato stampa diffuso ieri dall’ex deputato regionale siracusano del Pdl, Enzo Vinciullo, il quale, avventurandosi – per lui laureato in lettere e filosofia – nel territorio ostico della politica agricola, si lamenta del fatto che la Regione Siciliana abbia “come al solito escluso la provincia di Siracusa”. E da che cosa l’avrebbe esclusa? Questa volta dai Distretti del cibo riconosciuti con un recente decreto a firma del Dirigente generale del Dipartimento Agricoltura che fa capo all’assessore Edy Bandiera (per inciso, anche lui siracusano).
Anzi, a sentire Vinciullo la cosa avrebbe avuto addirittura il sapore di una beffa, visto che la provincia di Siracusa sarebbe stata inserita “nel Distretto del cibo del Sud Est Sicilia–Etna Val di Noto, con sede a Catania, e nel Distretto del cibo del Sud Est Siciliano, con sede a Vittoria”.
Ma non è tutto. L’ex deputato regionale, forse dimenticando i meccanismi di riconoscimento dei Distretti, che – è bene ricordarlo – non rispondono affatto a vincoli legislativi territoriali, si augura che “si tratti solo di una svista e che al più presto si possa riparare al torto subito, anche in considerazione del fatto che, ad esempio, Catania ed Agrigento hanno avuto riconosciuti ben due distretti del cibo”. “Non posso credere – conclude Vinciullo – che la provincia di Siracusa non sia in grado di competere con le altre province siciliane in tema enogastronomico”.
Certo, almeno su questo Vinciullo ha ragione: Siracusa è una delle province di eccellenza dell’enogastronomia siciliana. Peccato però che in assessorato non sia arrivata nessuna richiesta per la costituzione di un Distretto siracusano. Per l’esattezza, le richieste di Distretti del cibo arrivate negli uffici regionali sono state sette e tutte, senza esclusione alcuna, hanno avuto via libera. Né, d’altronde, era scritto da qualche parte che una provincia non potesse ospitare più Distretti; il problema è solo quello di arrivare con una domanda che abbia le carte in regola. E da quanto ci risulta, nel caso di Siracusa nessuna istanza di riconoscimento è stata mai avanzata.
Di che cosa si lamenti Vinciullo, quindi, non si capisce bene. Nè si può sospettare che ci sia stato un occhio particolarmente benevolo o interessato nei confronti di altre province da parte dell’assessore Bandiera, a cui probabilmente la nota di Vinciullo potrebbe essere diretta. E poi l’assessore non ha bisogno di difensori d’ufficio: come dicono gli americani “quel che succede a Las Vegas resta a Las Vegas”. Peccato però che Siracusa, a quanto ci risulta, non si trovi in Nevada.
