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Grani antichi siciliani, nasce la rete per la filiera

grani antichi

La crisi del comparto cerealicolo impone di cercare nuove strade. E in Sicilia una di queste potrebbe partire proprio dai grani antichi, patrimonio agricolo e biodiversità da trasformare in valore economico. È questo l’obiettivo della Rete “Grani Antichi Siciliani Igp”, il progetto promosso da Unimpresa Sicilia che il 19 settembre alle 10 presso “Era Ora” dei F.lli Ferrara (Zona Industriale San Cataldo Scalo – Caltanissetta), riunirà agricoltori, imprese, ricercatori e operatori del territorio.

Dalla biodiversità al valore

L’idea consiste nella costruzione di una filiera capace di valorizzare le varietà tradizionali siciliane, rafforzandone identità, riconoscibilità e presenza sul mercato. Un percorso che punta anche alla certificazione Igp, considerata uno strumento per dare ai prodotti maggiore visibilità presso i consumatori e, di conseguenza, accrescerne il valore.

Non soltanto tutela, dunque, ma una strategia per trasformare la biodiversità in una concreta opportunità di sviluppo per l’agricoltura siciliana. Una sfida particolarmente significativa in una fase in cui il settore cerealicolo attraversa una crisi profonda e cerca modelli capaci di garantire maggiore redditività alle aziende.

Ricerca e imprese insieme

La Rete nasce con una vocazione partecipativa e inclusiva e guarda a tutti gli attori della filiera: da chi coltiva a chi trasforma, fino a chi comunica e porta il prodotto al consumatore. Un ruolo centrale sarà affidato alla ricerca. Nel corso dell’incontro del 19 settembre verrà infatti presentato il disciplinare elaborato dall’Osservatorio Permanente per l’Agricoltura di Unimpresa, organismo composto da docenti e ricercatori di importanti atenei ed enti di ricerca siciliani.

Il 19 settembre il primo passo

L’appuntamento sarà anche l’occasione per raccogliere le adesioni alla “Rete d’Impresa per la tutela dei Grani Antichi Siciliani Igp”. Un passaggio destinato a dare forma concreta a un progetto che punta a mettere attorno allo stesso tavolo competenze e interessi diversi, con un obiettivo comune: fare dei grani antichi non soltanto un simbolo della tradizione agricola siciliana, ma una leva per costruire nuove prospettive di mercato.

La scommessa, per quanto non facile, al momento, sembra una delle poche che vale la pena di giocare. Chi ci mette la faccia (oltre che il cuore) lo fa nella convinzione che bisogna partire dalle radici per provare a dare un futuro più solido alla cerealicoltura dell’Isola.

Chiunque volesse partecipare all’evento dovrebbe compilare il form nel che si trova a questo link

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