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Banca delle Terre Agricole, nona edizione al via. In Sicilia il 27% delle superfici disponibili

La terra torna sul mercato. E la Sicilia è in prima fila. La nona edizione della Banca nazionale delle Terre Agricole (BTA) mette a disposizione complessivamente oltre 14 mila ettari in tutta Italia, con una quota particolarmente rilevante concentrata nell’Isola. Un patrimonio fondiario che può trasformarsi in nuove aziende, opportunità per i giovani e occasioni di rilancio per territori agricoli che spesso hanno bisogno soprattutto di nuovi imprenditori.

L’edizione 2026 della BTA gestita da Ismea, propone 253 terreni per 8.863 ettari, con un valore complessivo a base d’asta superiore a 121 milioni di euro. A questi si aggiungono altri 266 lotti, pari a 5.271 ettari, inseriti nel lotto permanente. Il totale supera dunque i 14 mila ettari.

Sicilia protagonista

Il dato che più interessa l’agricoltura siciliana è quello relativo alla distribuzione geografica. La Sicilia rappresenta il 27% della superficie complessivamente messa in vendita, una quota che la colloca nettamente al primo posto. Seguono Puglia con il 12%, Toscana con il 10%, Basilicata con il 9% e Umbria con l’8%.

Una disponibilità di terra di queste dimensioni può diventare un tassello importante soprattutto per il ricambio generazionale. L’obiettivo della BTA è infatti favorire l’incontro tra chi cerca terreni e chi vuole avviare o consolidare un’impresa agricola, attraverso procedure di vendita più semplici e trasparenti.

La novità più evidente dell’edizione 2026 è la “fase vetrina”. Iniziata lo scorso primo luglio si protrarrà fino al 13 settembre. Durante questa fase sarà possibile consultare online le schede dei terreni disponibili senza dover presentare una manifestazione di interesse o presentare la richiesta di “rientro in bonis” o di “riscatto” dei fondi. Le offerte, invece, potranno essere presentate esclusivamente dal 14 settembre al 14 novembre 2026.

La BTA continua a essere articolata in due percorsi. Il lotto periodico comprende i terreni fino al terzo tentativo di vendita e prevede una finestra temporale per le offerte; il lotto permanente, invece, resta sempre accessibile alle proposte di acquisto.

Più vantaggi per i giovani

La nona edizione introduce anche nuove condizioni per chi vuole investire nell’agricoltura. Viene confermata la possibilità, per i giovani imprenditori agricoli, di acquistare i terreni con pagamento rateale garantito da ipoteca. A questa formula si aggiunge una nuova agevolazione: chi sottoscriverà una polizza assicurativa potrà beneficiare di una riduzione di un punto percentuale del tasso di interesse.

La terra passa anche dalla legalità

C’è poi un altro elemento che segna una discontinuità importante. Dalla procedura saranno esclusi i soggetti condannati per intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, il cosiddetto caporalato, previsto dall’articolo 603-bis del Codice penale.

Un segnale che lega in modo esplicito l’accesso al patrimonio agricolo alla legalità e al rispetto dei diritti dei lavoratori. E che assume un significato particolare in un territorio come quello siciliano, dove la qualità dell’agricoltura passa anche dalla qualità delle condizioni in cui il lavoro agricolo viene svolto.

Novità anche per gli Enti del Terzo Settore iscritti al Runts ai quali siano stati affidati in custodia i terreni in vendita: per loro viene riconosciuto un diritto di prelazione.

La sfida, adesso, è trasformare gli ettari di terra disponibili in imprese, occupazione e valore per i territori. Per la Sicilia, che concentra più di un quarto delle superfici della nuova tornata, l’appuntamento con la Banca nazionale delle Terre Agricole è dunque tutt’altro che marginale: la terra c’è, ora servono progetti, capitali e nuove energie per farla produrre.

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