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Carota di Ispica Igp, Pavan: puntiamo a consumatori consapevoli

Carota novella di Ispica Igp

Ispica, in provincia di Ragusa, è la patria dell’omonima carota novella Igp. Ma in quanti sanno in cosa consistono le sue peculiarità, qual è il periodo in cui si può trovare sul mercato e in che modo può essere valorizzata a tavola? Consapevole della scarsa conoscenza del prodotto da parte dei consumatori, il Consorzio di tutela della carota novella di Ispica Igp presieduto da Massimo Pavan, ha messo in campo un progetto dedicato agli operatori della ristorazione dal titolo “La carota novella d’Ispica Igp in Horeca.” finanziato dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste che ha compreso un educational tour per giornalisti della durata di due giorni e dedicato, appunto, al salutare ortaggio.

L’obiettivo? Rendere cuochi e responsabili della ristorazione collettiva consapevoli delle qualità organolettiche di un prodotto che, benché attualmente di nicchia, vuole crescere e affermarsi sempre di più sul mercato nazionale ed estero. Ai giornalisti il compito di divulgare al massimo proprietà organolettiche e caratteristiche di pregio della Carota Novella di Ispica Igp scrivendo anche del territorio in cui si produce.

Per avvicinare i futuri operatori della ristorazione, e in particolare i futuri chef alla carota novella di Ispica Igp, cosicché possano essere i primi ambasciatori del prodotto nei confronti dei consumatori, sono state programmati 4 seminari che si svolgeranno a Catania (15 aprile), Ragusa (13 maggio), Palermo (16 maggio) ed Enna (20 maggio). 

Oggi la carota novella di Ispica Igp può essere all’interno di un areale che comprende quattro province e sedici comuni fino ad un’altitudine di 550 metri sul livello del mare: Acate, Chiaramonte Gulfi, Comiso, Ispica, Modica, Pozzallo, Ragusa, Santa Croce Camerina, Scicli, Vittoria in provincia di Ragusa; Noto, Pachino, Portopalo di Capo Passero, Rosolini in provincia di Siracusa; Caltagirone in provincia di Catania e Niscemi in provincia di Caltanissetta. 

Attualmente, all’interno dell’areale del Sud-Est della Sicilia, dove ci sono favorevoli condizioni pedoclimatiche caratterizzate dalle temperature medie invernali elevate e da una buona quantità di luce, la coltura della carota rappresenta una tradizione iniziata negli anni ’50, la superficie destinata a questo ortaggio è di circa 1.500 ettari. Qui a occhio e croce si producono complessivamente 75 mila tonnellate. Di questa produzione, però, solo una parte è certificata Igp. «Quest’anno il nostro obiettivo è raggiungere quota 60 mila quintali di prodotto certificato arrivando così ad aumentare di oltre il 30 per cento della produzione commercializzata con il marchio Igp», afferma Massimo Pavan, presidente del consorzio che raggruppa tutti i produttori e confezionatori della Carota Novella di Ispica, 18 in tutto.

Caratteristiche uniche, quali la precocità di maturazione, la croccantezza, il profumo, il colore ed il sapore, nonché la ricchezza di carotene e glucosio la rendono unica e apprezzata. Ma non abbastanza, visto che se ne vendono solo 40.000 quintali (questo il dato del 2024) e che, come afferma Pavan “per avere riscontri significativi sulla produzione bisognerebbe venderne il doppio”.

La Carota Novella di Ispica, gioca un potenziale ruolo chiave in quanto rappresenta la prima carota di qualità ad entrare nel mercato proprio nel momento di massimo livello di importazione. A differenza degli altri areali italiani di produzione che coltivano questo ortaggio con ciclo primaverile-estivo-autunnale, la carota novella di Ispica Igp viene coltivata con ciclo colturale autunno-vernino-primaverile. Cosa che consente di immetterla sul mercato in primavera quando le altre produzioni non sono ancora pronte. A questo proposito, a causa dei cambiamenti climatici, si è resa necessaria di recente una modifica al disciplinare di produzione che ha permesso l’anticipo della campagna di commercializzazione a febbraio per terminare a giugno.

L’anticipo della campagna di commercializzazione però, quest’anno, è stato disturbato dall’attuale presenza di parecchio prodotto estero in circolazione, insieme a quello della precedente campagna nazionale. «Nutriamo la speranza – conclude l’imprenditore veneto trapiantato in Sicilia – che si crei presto spazio per la nuova produzione di Ispica, giusto per garantire la corretta remunerazione ai produttori».

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