MARSALA – Marsala, Sherry, Madeira, Porto, Samos. I gioielli dell’enologia europea fanno rete per migliorare la conoscenza dei vini fortificati e delle tradizionali zone di produzione tra i consumatori, in particolare tra i giovani che puntano a conquistare esplorando una nuova contemporaneità di consumo in linea con stili di vita moderna.
Ma non solo. I vitivinicoltori che operano nella cosiddetta “Sun Belt Zone” del Mediterraneo, quella zona climatica del Mare Nostrum in prossimità del 38° parallelo che interessa l’Europa meridionale e in particolare Portogallo, Spagna, Italia e Grecia, puntano a un riconoscimento prezioso: la tutela Unesco per i loro “vini leggenda”, vero e proprio patrimonio immateriale dell’umanità. Una tutela finalizzata a preservare tradizioni produttive fortemente identitarie che si rende necessaria alla luce del preoccupante calo dei consumi del vino e della crescente preferenza verso i vini dealcolati, l’esatto opposto dei “vini fortificati” che erano tanto amati nei secoli scorsi dai consumatori d’oltre Manica.
L’iniziativa verso questo traguardo ambizioso è partita dalla Sicilia esattamente durante l’ultima edizione del Vinitaly quando i produttori del Marsala che hanno deciso di rilanciare il consorzio di tutela della Doc, hanno cercato sponda tra i colleghi degli altri consorzi di tutela dei vini liquorosi. L’idea è stata immediatamente sposata dall’Assessorato regionale all’Agricoltura che ha messo in campo uomini, risorse e la rete delle buone conoscenze e tra queste i referenti del Concours Mondial de Bruxelles che proprio a Marsala nel 2022 tenne una sessione speciale dedicata ai vini liquorosi.
Ed è così che a Marsala lo scorso 16 gennaio i rappresentanti del Consorzio di tutela dei vini Marsala Doc, delle istituzioni e delle aziende produttrici e dei consorzi di tutela degli altri vini fortificati della “cintura del sole” si sono dati appuntamento negli spazi delle Cantine Pellegrino. Qui hanno firmato un protocollo d’intesa, presentato da Diego Maggio, presidente dell’associazione Paladini dei Vini di Sicilia, che vede protagonisti i vini leggenda del Mediterraneo, ovvero il Marsala, lo Sherry (nome con cui sono più noti i vini di Jerez de La Frontera in Andalusia), il Madeira, il Porto e il Samos. Un accordo che li impegna a sviluppare azioni e progetti comuni avvalendosi degli strumenti e delle risorse comunitarie della Ue, per affrontare con innovazione vecchi e nuovi mercati, ma anche i temi del bere di oggi e degli stili di vita, soprattutto delle generazioni più giovani
Per la candidatura Unesco di tutti i vini fortificati della “Sun Belt Zone” mediterranea deve essere sciolto un nodo importante che riguarda il Porto, visto che la località è già sotto tutela dell’Organizzazione mondiale.
Nel frattempo si lavora per preparare il dossier. Si procederà con l’attività di ricerca coordinata dalla Regione Sicilia – attraverso i Paladini dei Vini di Sicilia – con l’obiettivo di raccogliere informazioni storiche, culturali, enologiche; verranno coinvolti gli stakeholders e verrà avviata un’azione di promozione collettiva basata sull’organizzazione di eventi, conferenze, degustazioni e attività culturali con un solo e unico obiettivo: sensibilizzare l’opinione pubblica sulla validità del progetto.
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