Agrinsieme da una parte, Coldiretti dall’altra. In Sicilia la prima si affida ai confronti “istituzionali”, la seconda mostra i muscoli. Altro copione a Roma, dove la “bonomiana” trova vita facile con il ministro-cognato Lollobrigida. Di certo c’è solo una cosa, pur essendoci a Palazzo d’Orleans un governo di centrodestra, ma a guida Forza Italia, al dialogo istituzionale Coldiretti in Sicilia ha preferito la piazza.
Lo ha fatto lo scorso 28 maggio, anche se scegliendo questa data non ha tenuto conto del fatto che proprio quel giorno era già prevista (e da tempo) la riunione del Comitato di Sorveglianza del Feasr a Taormina. È lì che si sono dovuti recare sia il presidente Renato Schifani – che da quando l’assessore Sammartino ha lasciato l’incarico ha mantenuto per sé la delega all’agricoltura – che il Commissario per l’emergenza idrica in agricoltura e la zootecnica, e già dirigente generale del Dipartimento Agricoltura, Dario Cartabellotta.
Alla fine della manifestazione di Palermo, la delegazione di Coldiretti (presidente e direttore) si è quindi dovuta “accontentare”, se così si può dire, di essere ricevuta a Palazzo d’Orleans dal capo di gabinetto della Presidenza della Regione, Salvatore Sammartano, dal capo della segreteria particolare, Marcello Caruso, e dal dirigente generale del dipartimento dello Sviluppo rurale, Fulvio Bellomo. Pura cortesia, insomma. E tutto è stato rinviato all’indomani.
Mercoledì 29, finalmente, l’incontro nel pomeriggio con Schifani conclusosi in serata, proprio mentre gli “irriducibili” a piazza Indipendenza montavano le tende (canadesi a due posti e rigorosamente gialle) a testimonianza – a loro dire – di un presidio che sarebbe stato mantenuto fino a quando quanto concordato nell’incontro non si fosse realmente concretizzato.
Ma cosa sono riusciti a farsi promettere il presidente della Coldiretti Francesco Ferreri e il direttore Prisco Lucio Sorbo? Schifani avrebbe garantito fieno ed acqua agli allevatori grazie ad un sistema di voucher in fase di definizione (Coldiretti aveva rimandato al mittente l’ipotesi che su delega della Regione potessero essere le organizzazioni di categoria ad occuparsene). Saranno poi costituiti i comitati di agricoltori che affiancheranno i commissari dei consorzi di bonifica, perché, secondo l’organizzazione agricola, “non si può continuare ad ignorare le esigenze del territorio che solo chi vive può conoscere”.
La chiave di volta – prosegue Coldiretti – sarà l’istituzione del tavolo politico alla Presidenza della Regione. Un tavolo richiesto da mesi da Coldiretti e che quindi sancirà un confronto continuo e costante tra tutti gli assessorati che si occupano di agroalimentare.
Un passo avanti è stato fatto anche nella lotta alla fauna selvatica incontrollata. Con il nostro supporto – aggiunge Coldiretti – si lavorerà all’emanazione del Piano straordinario di gestione previsto dall’articolo 19 ter della legge 157 del 1992.
Ancora un incontro il 3 giugno
Per lunedì 3 giugno, poi, una nuova riunione convocata dal presidente della Regione. Servirà a fare il punto sull’emergenza siccità e sui provvedimenti da rendere operativi in tempi celeri per dare sostegno all’agricoltura e alla zootecnia siciliana. Le organizzazioni di categoria che compongono Agrinsieme Sicilia (Confagricoltura, Cia e Copagri) hanno voluto fare sapere che andranno all’incontro “esprimendosi con una sola voce”.
Agrinsieme ci sarà e “avrà una sola voce”
Quello con il Presidente Schifani – è scritto in una nota stampa diramata da Agrinsieme – sarà “un incontro che rappresenta una tappa importante del percorso di collaborazione tra le organizzazioni che costituiscono Agrinsieme Sicilia e le Istituzioni”. Un incontro “lontano da atteggiamenti demagogici, provocatori e sensazionalistici, dopo l’importante riunione del Comitato di sorveglianza – Psr Sicilia 2014-2022 a cui Confagricoltura, Cia e Copagri hanno partecipato attivamente, ottenendo risultati importanti e concreti”. Tra questi nella nota vengono citati: il provvedimento che autorizza la realizzazione di pozzi, laghetti e dissalatori aziendali, il provvedimento sui foraggi, il reinserimento della sottomisura 10.1 del Psr Sicilia (“Metodi di gestione delle aziende ecosostenibili”) nella nuova programmazione (SRA-1)”.
Agrinsieme Sicilia non ha usato mezzi termini marcando le differenze del proprio agire politico. “Abbiamo scelto la strada della responsabilità, della concretezza e dei risultati – si legge nella nota diretta alla stampa – e con questo spirito continueremo ad operare nell’interesse delle imprenditrici e degli imprenditori agricoli siciliani, lavorando nei tavoli istituzionali e lasciando ad altri la demagogia delle piazze che di certo non risolve i problemi dell’agricoltura”.
