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Odaf Palermo denuncia: falsa partenza per primi bandi del Psp

Odaf Palermo

L’allarme è di qualche giorno fa. E finora dalle alte sfere del Dipartimento regionale dell’Agricoltura nessuno ha replicato. La preoccupazione dei dottori agronomi e forestali della provincia di Palermo riguarda, al momento, i risvolti pratici dei recenti bandi a valere sul Psp 2023-2027 (sono stati pubblicati lo scorso 31 agosto), ovvero quelli che portano la sigla SRE01 e SRE02 relativi all’insediamento dei giovani agricoltori e dei nuovi agricoltori (non più sotto 41 anni di età ma entro 61). Analoga preoccupazione riguarda il bando per gli investimenti nelle aziende agricole per la diversificazione in attività non agricole (SRD03).

«Abbiamo la sensazione che si sia tornati indietro: che invece di semplificare si sia complicato e che invece di “aprire” a una platea più ampia di beneficiari coinvolgendo i giovani agricoltori con esperienza pratica, li si escluda preferendo chi ha conseguito laurea e master. E che, soprattutto, si sia tornati a pubblicare bandi senza ascoltare le categorie professionali che negli ultimi tempi hanno collaborato attivamente per evitare “incagli” nelle pratiche», denuncia Salvatore Fiore, presidente dell’Ordine dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali della provincia di Palermo. «Il rischio che si corre – aggiunge Fiore – è che si possano perdere importanti risorse necessarie allo sviluppo della nostra provincia e che il mancato sviluppo possa acuire lo spopolamento delle aree rurali che è in costante crescita».

il presidente dell’Odaf di Palermo, Salvatore Fiore

E fin qui le riflessioni. Determinate dai tanti dubbi sulla interpretazione dei bandi sull’insediamento dei giovani e non più giovani agricoltori. Tra questi l’indivisibilità delle aziende fino al 2° grado di parentela e al 1° grado di affinità; la marcata soggettività dei criteri di selezione; l’impossibilità di raggiungere il punteggio minimo indicato dalle disposizioni da parte di giovani e/o nuovi agricoltori che, pur dedicando la loro capacità professionale alle attività agricole, non hanno conseguito laurea, master e dottorato di ricerca (impossibile insediarsi con il diploma di II grado e/o la sola qualifica di capo azienda); l’impossibilità a partecipare ai bandi ad investimento; la mancanza dei riferimenti per il calcolo della redditività aziendale, che è uno dei requisiti di accesso.

Ne hanno parlato gli iscritti all’Odaf di Palermo lo scorso 15 settembre durante un incontro di aggiornamento. In quella stessa sede, poi, molte perplessità sono state sollevate sui due bandi “diversificazione” della SRD03 (agriturismo). I bandi sulla diversificazione, pur allineandosi alle programmazioni passate – si legge in una nota diffusa dall’Odaf di Palermo – si associano alla rivisitazione del decreto di attuazione della norma regionale sull’agriturismo (la legge regionale n.3/2010, ndr) che abroga decreti assessoriali precedenti e presenta innumerevoli incongruenze applicative, oltre che la mancanza di tutte le tabelle applicative per la verifica della prevalenza dell’attività agricola sull’accoglienza e diversificazione. 

Insomma i conti non tornano; e non tornano semplicemente perché senza tabelle di riferimento, i conti non si possono fare. Aperti comunque alla collaborazione i professionisti della provincia di Palermo. Per loro parla il presidente Fiore: «Riteniamo sia necessaria una fattiva collaborazione e concertazione con i vertici dell’Assessorato dell’agricoltura per trovare una soluzione ai problemi che molte delle aziende potrebbero incontrare durante la predisposizione dei nuovi progetti sulla diversificazione dell’attività agricola». Qualora ciò non dovesse avvenire, i professionisti pensano di appellarsi al Presidente della Regione e alle Commissioni parlamentari: «Urge mettere in atto tutte le procedure necessarie per superare le criticità emerse in tempi rapidi», dice Fiore. Da evitare assolutamente di ripetere l’esperienza della programmazione 2014/2020 che, oggi in chiusura, ha avuto un avvio tortuoso e parecchie false partenze.

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