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Pachino Igp, tracciabilità del pomodoro dal vivaio alla spedizione

Confezione Pachino Igp

Il pomodoro di Pachino Igp sarà tracciato passo passo a partire dal vivaio per finire al centro di confezionamento e alla spedizione. Non ci sarà passaggio all’interno della filiera che non sia documentato e verificabile. Il tutto nel nome della trasparenza nei confronti del consumatore ma anche della valorizzazione e salvaguardia dell’autentico Pomodoro di Pachino Igp che garantisca produttori e confezionatori. È questo in sintesi il mantra che anima il lavoro della nuova governance del Consorzio di tutela del pomodoro di Pachino Igp che è stata eletta un paio di settimane fa e che vede al vertice il ritorno di Sebastiano Fortunato, colui che ha presieduto il Consorzio per otto anni a partire dalla sua costituzione e che porta avanti questi obiettivi insieme ai vicepresidenti Giuseppe Sipione e Massimo Pavan, condivide coi consiglieri Giovanni Iuvara, Sebastiano Agnello, Giuseppe Fancello, Edmondo Pisana, Roberto Paolino e Salvatore Lentinello.

Il Consorzio sta lavorando a un “manuale di tracciabilità”, ovvero un documento che si pone l’obiettivo di rafforzare il disciplinare e che fornirà le linee guida all’ente di tutela per vigilare che tutti i soci rispettino, nella massima sicurezza e trasparenza, i passaggi relativi alla produzione. 

Anche la tutela dell’ambiente è un obiettivo già perseguito dal Consorzio che il nuovo presidente intende portare avanti. Già negli anni scorsi erano già state gettate basi di lavoro in questa direzione. Si tratta adesso di convincere quanti più operatori possibili ad utilizzare gli imballaggi compostabili e promuovere una maggiore adesione delle aziende produttrici al Disciplinare di produzione integrata. «Per la tutela dell’ambiente faremo ancora di più con il potenziamento dello smaltimento della plastica di copertura delle serre che viene già raccolta da centri autorizzati al recupero per realizzare manufatti in plastica, contenitori in polistirolo, recipienti per agrofarmaci, sacchi di concime e tanto altro”, precisa Fortunato.

Sempre in termini ambientali, il Consorzio si impegnerà verso una ulteriore riduzione del carbon Footprint, ovvero il complesso indicatore che esprime in CO2 le emissioni di gas a effetto serra. «Grazie a un micro clima unico al mondo – spiega il Presidente – in cui la luce raggiunge i livelli d’intensità e durata più alti d’Europa e la temperatura difficilmente scende sotto i 5°C, i pomodori di Pachino Igp sono coltivati in serre fredde mediterranee, dove il riscaldamento è determinato sostanzialmente solo dal materiale di copertura”.

«Abbiamo, è vero, obiettivi ambiziosi – conclude il nuovo Presidente del Consorzio Sebastiano Fortunato – ma non ci fermiamo a questi: vogliamo anche rafforzare il legame e il coinvolgimento di tutti i soggetti della nostra filiera, a partire da quei piccoli produttori che ogni giorno si impegnano per tenere alto il nome della nostra eccellenza del Made in Italy. Puntiamo poi ad allargare la base sociale coinvolgendo sempre più i piccoli produttori che ancora oggi non sono inseriti nel circuito Igp, a rafforzare l’efficacia dell’azione del nostro ente di tutela – che deve accreditarsi sempre più come modello di autorevolezza ed eticità – e al potenziamento dei controlli e della lotta alla contraffazione. A tutela di produttori e consumatori che, sempre più, cercano la qualità di prodotti come il nostro che non vediamo l’ora, finita l’emergenza sanitaria, di poter tornare a presentare e promuovere anche in tutte le manifestazioni di settore».

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