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Dl Sostegni: ecco cosa c’è e cosa manca tra gli interventi per il settore agricolo

Dl Sostegni

Sostegno alle imprese che assumono manodopera e alle filiere agricole. Sono questi in sintesi gli interventi diretti all’agricoltura, inseriti nel testo del Dl Sostegni licenziato ieri dal Consiglio dei Ministri. All’agricoltura, sono stati riservati 450 milioni di euro. Di questi, 300 sono destinati al taglio del costo del lavoro, con l’esonero dal versamento dei contributi previdenziali agricoli. «Una boccata d’ossigeno importante per sostenere le imprese agricole duramente colpite a cascata dalle chiusure della ristorazione», commenta il presidente della Coldiretti, Ettore Prandini. 

Interessate all’esonero dal versamento dei contributi previdenziali e assistenziali relativi al mese di gennaio 2021 le imprese operanti su tutto il territorio nazionale e appartenenti alle filiere agricole, della pesca e dell’acquacoltura. È stato poi integrato di 150 milioni di euro il Fondo del Ministero delle Politiche Agricole finalizzato al sostegno delle filiere agricole, della pesca e dell’acquacoltura. «Si tratta di misure necessarie di fronte agli effetti della chiusura delle attività di ristorazione che – aggiunge Prandini – si fanno sentire a cascata sull’intera filiera agroalimentare, con disdette di ordini per le forniture di molti prodotti agroalimentari, dal vino all’olio, dalla carne al pesce, dalla frutta alla verdura ma anche su salumi e formaggi di alta qualità che trovano nel consumo fuori casa un importante mercato di sbocco».

Positivo anche il parere di Confagricoltura che, attraverso il suo presidente Massimiliano Giansanti, commenta: «Prendiamo atto con favore della dotazione aggiuntiva per il settore primario, che accoglie il nostro appello dei giorni scorsi, in cui chiedevamo uno sforzo ulteriore del Governo per fare fronte all’impatto economico delle nuove misure restrittive necessarie per affrontare la pandemia».

A proposito del rifinanziamento del Fondo del Mipaaf per le filiere dell’agricoltura, della pesca e dell’acquacoltura, istituito dalla Legge di Bilancio, Confagricoltura fa però notare che per sbloccare l’operatività del Fondo si attende ancora il decreto attuativo. Ecco perché, oltre agli interventi specifici, Confagricoltura commenta positivamente l’accelerazione che il premier Draghi intende dare all’erogazione dei sostegni, superando l’impasse burocratico che ha rallentato il meccanismo di elargizione dei ristori, lasciando alcune filiere ancora senza gli aiuti deliberati dai precedenti provvedimenti legislativi.

«Seguiremo con attenzione – conclude Giansanti – il dibattito per apportare, laddove possibile, ulteriori miglioramenti al testo del Dl Sostegni licenziato ieri sera dal Consiglio dei Ministri e che dovrà ora passare al vaglio del Parlamento per la conversione in legge».

Niente da fare per il bonus da riconoscere ai braccianti agricoli, nonostante le pressanti richieste formulate dai sindacati degli operai agricoli. Tra queste la Fai Cisl che mentre il Consiglio dei Ministri era ancora in corso, nella propria pagina Facebook aveva pubblicato la dichiarazione del segretario generale Onofrio Rota: «È ora che nei ristori previsti per i lavoratori stagionali ci sia posto anche per gli operai agricoli, da sempre in prima linea per garantire il cibo sulle tavole degli italiani, anche nel pieno della pandemia. Ad oggi in molti territori sono privati anche del rinnovo dei contratti provinciali, con gravi ricadute sul recupero del reddito e delle giornate di lavoro comunque perse a causa del Covid e delle calamità naturali: Draghi e tutto il Governo sappiano che la pazienza di queste persone non è infinita, non costringano le lavoratrici e i lavoratori agroalimentari a scendere in piazza».

Secondo il segretario generale della Uila-Uil Stefano Mantegazza «Il Dl Sostegni è una brutta fotocopia di quello precedente del governo Conte, con la triste aggiunta di un condono fiscale che, più che un condono, è una mancia agli evasori di tasse non pagate che nulla hanno a che vedere con il Covid». «Anche sul fronte agricolo – prosegue Mantegazza – le disuguaglianze preesistenti sono tutte confermate: benvenuto al bonus per gli stagionali del turismo ma manca quello per i lavoratori impegnati negli agriturismi o nel florovivaismo; c’è il bonus per chi incassetta arance ma solo se è dipendente stagionale di una azienda commerciale e non se lavora in una cooperativa agricola. Il governo, poi, riconosce lo stato di crisi delle aziende agricole e le sostiene con la decontribuzione e i ristori sulle perdite di fatturato ma non si pone il problema di 900.000 stagionali che in quelle aziende lavorano e che hanno perso milioni di giornate di lavoro».

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