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Pantelleria, all’Ente Parco il front-office dell’assessorato agricoltura

Parco di Pantelleria

Il Parco Nazionale di Pantelleria e il Dipartimento dell’Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea della Regione Sicilia hanno di recente sottoscritto una serie di accordi che rafforzano le sinergie tra i due enti, rinsaldando un rapporto di collaborazione che mette gli interessi socio-economici del territorio di Pantelleria al centro dell’attenzione.

In base agli accordi, il Parco prende in carico il servizio di front-office della Condotta agraria dell’isola, occupandosi del ricevimento delle istanze e della documentazione inerente le attività riconducibili al Dipartimento Agricoltura curandone, qualora necessario, l’incameramento e l’invio in forma elettronica all’Ispettorato. Il Dipartimento Regionale Agricoltura, da parte sua, continuerà ad occuparsi dei servizi necessari ma non delegabili, come la gestione delle attività dello sportello vitivinicolo (da remoto), le pratiche di finanziamenti del Psr, dell’Ocm Vino (ristrutturazione e reimpianti) e le misure connesse, nonché le visite ispettive. I funzionari della Regione che periodicamente andranno a Pantelleria potranno contare sul supporto logistico del Parco.

All’incontro erano presenti l’assessore regionale all’Agricoltura Toni Scilla, il Dirigente generale del Dipartimento regionale agricoltura, Dario Cartabellotta, e per conto del Parco Nazionale di Pantelleria il presidente Salvatore Gabriele e il direttore Antonio Parrinello.

Nella stessa giornata, in accordo anche con il Dipartimento regionale dello sviluppo rurale e territoriale, sono stati siglati altri due accordi di collaborazione. Il primo permetterà all’Ente Parco di utilizzare il Museo Vulcanologico per realizzare il Centro visita del Parco; il secondo riguarda un importate progetto di tutela, conservazione e valorizzazione della razza asinina dell'”asino pantesco”. L’obiettivo di questo ultimo accordo è arrivare a reintrodurre esemplari di razza asinina pantesca pura sull’Isola in perfetta armonia con la normativa nazionale e comunitaria che vieta categoricamente di introdurre “specie aliene” ovvero esemplari di fauna che non sia originaria dell’habitat.

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