Parte la fase sperimentale della Commissione Unica Nazionale (Cun) del frumento duro. La prima riunione dell’organismo che di fatto sostituirà le Borse Merci e servirà a monitorare correttamente i prezzi di mercato del grano duro sulla base di criteri qualitativi (merceologici e tossicologici), nell’interesse dei consumatori e dei produttori, si terrà in videoconferenza il prossimo 3 febbraio alle 10. All’ordine del giorno ci sarà l’analisi della bozza di regolamento di funzionamento della stessa Commissione.
La Cun grano duro per tre anni funzionerà in forma “sperimentale” e sarà il tavolo ufficiale del confronto per la determinazione dei prezzi del frumento duro nazionale differenziandolo secondo le caratteristiche merceologiche, in cui si confronteranno le associazioni agricole più rappresentative nel comparto cerealicolo con la parte agroindustriale di Italmopa.
I rappresentanti avrebbero dovuto essere indicati sulla base delle deleghe dei singoli produttori entro il 30 settembre. Il termine però è stato rinviato al 10 dicembre dal Ministero per le Politiche Agricole dopo che il 15 ottobre scorso l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, su richiesta della IX Commissione Agricoltura del Senato, è intervenuta sulla formulazione del modello di delega. Questo, secondo l’Authority, appariva “suscettibile di indurre l’agricoltore dichiarante a ritenere di non poter essere rappresentato da organizzazioni o associazioni di produttori diverse da quelle che ne detengono, ad altri fini, i dati relativi agli ettari coltivati a grano duro”. L’Antitrust, insomma, ha indicato che la delega per la rappresentanza Cun fosse libera, in ossequio al principio di libertà economica e che si facesse chiarezza sulla finalità della delega nel modello sottoscritto dai produttori. Perchè una cosa è la tenuta del fascicolo aziendale, altro è delegare un’associazione a farsi rappresentare per un interesse specifico.
La Cun frumento duro, così come le Commissioni per altri prodotti agricoli nazionali nasce in virtù della Legge 2 luglio 2015, n 91 e dal Decreto interministeriale 31 marzo 2017, n.72. Quella specifica per il grano duro era stata proposta il 20 luglio 2016 dall’allora ministro alle Politiche agricole Maurizio Martina, nel quadro dei provvedimenti sulla filiera del frumento duro destinato alla produzione della pasta assunti al seguito dei clamorosi ribassi del mercato di quell’estate.
«La costituzione della Cun frumento duro – dichiara il sottosegretario alle Politiche Agricole, Giuseppe L’Abbate – è un traguardo importante e atteso da tempo. Sin dalla mia modifica normativa del 2015 che ne ha promosso la creazione, sono al lavoro per dare avvio alla Commissione Unica Nazionale che ritengo possa rappresentare, seppur al momento in modalità sperimentale, un cruciale luogo di confronto tra parte produttrice e parte trasformatrice». Quindi L’Abbate prosegue: «Incentivare le politiche e le sinergie di filiera sono un aspetto determinante per il futuro del comparto agricolo italiano e il nostro impegno continua senza sosta: lavoratori e imprese possono essere certe che le attività ministeriali non subiscono alcun tipo di rallentamento. Il nostro obiettivo è quello di affrontare e risolvere assieme agli operatori del primo settore le questioni aperte, nell’interesse nazionale».
«L’interim al Mipaaf del presidente Giuseppe Conte, che ringrazio per questa scelta di campo – conclude il sottosegretario – è una garanzia che l’attenzione per le necessità dell’intero comparto primario è massima».
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